Domenica 18 Novembre 2018
   
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MASTROLEO PRESIDENTE PSI, LE PRIME DICHIARAZIONI

MASTROLEO

Sentito telefonicamente il neo presidente del Partito Mastroleo ha dichiarato:

“Alla presidenza del Partito i socialisti di solito chiamano i compagni che hanno meritato per lunga e coerente militanza, che per età sarebbero capaci di offrire un contributo si saggezza e di equilibrio, e che perciò sono fuori da ogni competizione per la gestione del cosiddetto potere.

Ho accolto con questo spirito l’acclamazione, che mi ha lasciato segno, e mi ci atterrò scrupolosamente, senza mai interferire nelle prerogative degli Organi cui è assegnata la gestione del partito. Ma sono consapevole anche che il Partito avverte il bisogno di partecipare alla discussione politica, alla sua linea sia nazionale che regionale, e che occorre contribuire alla richiesta dei compagni – troppo spesso – di spingere più in avanti un processo di autorigenerazione generazionale, ma soprattutto culturale: anche su grandi temi che interessano la Regione, a partire dalle riforme istituzionali e del ruolo dei partiti nella contemporaneità.

Non credo nei partiti liquidi, e tanto meno nella emarginazione dalla funzione che la carta costituzionale assegna loro. Poiché non interpeto la funzione come quella del soprammobile che deve fare bella figura in salotto,  spero di far funzionare il Direttivo regionale, l’organo che tocca al Presidente convocare, per discutere su questi temi, sperando che la mia personale visione della politica che è innanzitutto confronto dialettico e sereno piuttosto che scontro permanente, tanto meno fra le persone – possa diventare (com’era un tempo) patrimonio comune e prassi ordinaria di tutto il partito; cercando anche di porre un freno alla dilagante concezione eccessivamente personalizzata della politica e delle istituzioni; senza disconoscere il ruolo istituzionale che gli elettori hanno assegnato agli eletti, ma alla condizione che anche gli eletti riconoscano la fonte e la legittimazione del loro mandato.

In questi giorni nei quali è stato ricordato il 90° di fondazione del PCI (19 genn.1921)  sono andato a rileggere il discorso che da sconfitto in quel Congresso di Livorno svolse Filippo Turati (quello della famosa Profezia, poi avveratasi) che si preferisce dimenticare; dal quale traggo alcune frasi che a me paiono molto valide tuttora: 

«… il marcio riformismo, secondo alcuni, il socialismo, secondo noi, il solo vero, immortale, invincibile socialismo, che tesse la sua tela ogni giorno, che non fa sperare miracoli, che crea coscienze, sindacati, cooperative, conquista leggi sociali utili al proletariato, sviluppa la cultura popolare (senza la quale saremo sempre a questi ferri e la demagogia sarà sempre in auge), si impossessa dei Comuni, del Parlamento, e che, esso solo, lentamente, ma sicuramente, crea con la maturità della classe, la maturità degli animi e delle cose, prepara lo Stato di domani e gli uomini capaci di manovrarne il timone. Sempre social-traditori ad un modo, e sempre vincitori alla fine».

Questo fu scritto nel gennaio 1921: mi auguro che per i socialisti possa essere valido ancora nel gennaio di novant’anno dopo, quando le classi che ritenevamo ormai superate rischiano di riaffacciarsi per le povertà e le disuguaglianze che si ripresentano con durezza già conosciuta” .

Commenti 

 
#1 Pinocchio 2011-01-31 23:46
Quale PSI? il nuovo PSI alleato dei post-fascisti ? quello trasformista alla Tedesco ? Quelli di Introna ?
Si son riunificati tutti?
Non mi risulta
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