Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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FEDERALISMO: BOTTA E RISPOSTA DECARO-ZULLO

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“Timori confermati quelli delle Regioni meridionali sul federalismo fiscale. Adesso a parlare sono i numeri e non le dichiarazioni politiche di questo o di quello schieramento”.

Lo sottolinea il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, che commenta i dati diffusi dalla Cgia di Mestre sul federalismo municipale che penalizza i Comuni del Sud e avvantaggia quelli del Nord.

decaro“Secondo i dati della Cgia che si basa sui calcoli effettuati dal Comitato paritetico per l’attuazione del federalismo fiscale (Copaff) – sottolinea Decaro – la differenza tra le imposte lasciate ai Comuni e i trasferimenti soppressi dallo Stato, porterà nel 2011 più soldi nelle tasche dei Comuni del Centro Nord e meno in quelle dei Comuni del Mezzogiorno di Italia”.

“Nel dettaglio – precisa il capogruppo – rispetto al 2010 i benefici per i Comuni del Veneto saranno di 52 euro pro capite, mentre quelli per l’Emilia Romagna addirittura di 73 euro. Indovinate cosa succederà ai Comuni delle regioni meridionali? La Basilicata perderà 155 euro e la Puglia ben 50 euro pro capite”.

“Continuando con l’elenco delle regioni penalizzate – aggiunge – vediamo che i Comuni della Campania perdono 134 euro pro capite e quelli calabresi 132 euro. Mentre i Comuni liguri guadagnano 51 euro pro capite, i toscani 49, i laziali 31, i piemontesi 10 e i marchigiani 8 euro”.

In pratica – spiega Decaro – lo Stato taglia ai Comuni 11,243 miliardi di euro e dice loro di recuperarli con le tasse (Irpef sui redditi fondiari, imposta di bollo e di registro sui contratti di locazione, compartecipazione del 30% al gettito delle imposte sui trasferimenti immobiliari, compartecipazione del 21,7% al gettito della cedolare secca sugli affitti, compartecipazione al gettito Iva). Quello che lo Stato però non considera, in questa operazione a costo Zero per l’Erario – rileva il consigliere - è che non tutte le Regioni italiane sono uguali e hanno eguale ricchezza. Ragione per cui arriviamo al punto in cui c’è chi ci guadagna, il Nord, e chi ci rimette, il Sud”.

“Certo – conclude il capogruppo Pd – c’è grande attesa per l’istituzione dell’annunciato fondo sperimentale di riequilibrio. Ma con questi numeri, a meno che la matematica non sia davvero una opinione, faremmo bene a cominciare a correre ai ripari”.

Alle dichiarazioni di Decaro replica Ignazio Zullo (PdL) che in una nota afferma: “sbaglia per quanto mi riguarda chi, come il presidente del gruppo consiliare PD Antonio zulloDecaro, si approccia al federalismo partendo dal calcolo matematico di chi ci guadagna e di chi ci perde perché con tale approccio, alla lunga, ci perdiamo tutti in una logica di assistenzialismo e di sprechi che impedisce la crescita nella sana competitività verso l’efficienza della Pubblica Amministrazione. A parte la prevista istituzione del fondo perequativo che, almeno nei primi cinque anni tenderà a riequilibrare le diseguaglianze e le disomogeneità tra i territori nell’ambito del principio di sussidiarietà costituzionalmente garantito, il federalismo va visto nell’ottica del riconoscimento e della promozione delle autonomie locali e dell’attuazione nei servizi che dipendono dallo Stato del più ampio decentramento amministrativo”.

“Il decentramento – prosegue Zullo – tende a trasferire i livelli di responsabilità gestionale dal centro (cioè dal Governo centrale di Roma) al sistema delle autonomie locali (Regioni, Province e Comuni) facendo in modo che la leva fiscale sia gestita direttamente da esse e che gli amministratori locali rispondano direttamente ai cittadini per le scelte politico-amministrative che compiono. In ultima analisi, gli amministratori comunali, provinciali e regionali, con il federalismo non avranno più alibi perché saranno costretti a tassare direttamente i cittadini e a gestire oculatamente il ricavato delle tasse rendendone conto. In parole povere, un sindaco o un presidente di Regione o di Provincia non potrà più dire che la colpa è del Governo e non potranno più poltrire nel battibecco, nelle crisi politiche, nella contrapposizione perché la crescita della collettività dipenderà solo dal buon governo locale”.

Più una comunità locale saprà crescere, più si abbasserà il livello di tassazione e ciò tenderà ad efficientare la Pubblica Amministrazione nel senso che per un certificato, per un parere, per un’autorizzazione non si dovrà aspettare il dipendente o il politico assonnato o chi è al bar a prendere o a pretendere il caffè. Più oculatamente sarà gestita la spesa pubblica, meno tasse saranno imposte al cittadino e ciò indurrà a limitare gli sprechi e le clientele. Gli amministratori che sforano i limiti di spesa non potranno più candidarsi perché diventeranno ineleggibili. Ne discende che il livello di controllo per il buon andamento della P.A. sarà sempre più accentrato nelle mani del cittadino che diventerà il vero volano della crescita e dell’efficienza di una comunità perché imparerà a chiedere conto dell’uso corretto delle risorse. E’ questo l’approccio giusto: il federalismo serve a migliorare la qualità della politica e della Pubblica Amministrazione perché induce a migliorarci tutti quanti, non solo la classe politica e burocratica ma anche e soprattutto la partecipazione del cittadino alla P.A. Se partiamo dai numeri resteremo nei numeri, non miglioreremo mai la qualità e l’efficienza della Pubblica Amministrazione”.

Commenti 

 
#2 Angelo Lorusso2 2011-02-18 14:58
ineccepibile Zullo.

Peccato che bisogna recuperare 11 miliardi tolti dallo stato in tasse locali.

Senza che vengano resi a livello centrale.

Come la mettiamo?
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#1 Billo Ballo 2011-02-16 16:47
Ottime le intenzioni di Zullo,
peccato siano in conflitto con operazioni come il salvataggio di Catania dal dissesto a spese di chi paga le tasse

qualità ed efficienza valgono solo per le amm.ni non allineate a destra ?
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