Sabato 17 Novembre 2018
   
Text Size

IO SUD: “CONVERSANO DA CAMBIARE”

io_sud

C’è un sistema per cominciare a trasformare tutto, cominciare a pensare che Conversano siamo noi.

E quando dico noi, mi riferisco a tutti i cittadini della nostra città. Ci siamo talmente abituati che continuiamo a demandare, a delegare, a votare ed eleggere qualcosa o qualcuno come se ci liberassimo di un peso. Se non cominciamo da qui arriveremo poco lontano.

Oggi non ci si stupisce più di nulla. È sparito persino il concetto di vergogna che non è più un tema solo etico o sociale o politico quanto antropologico, antroposofico, legato all’anima ma non nel senso delle religioni ma della spiritualità. Siamo preoccupati del buco dell’ozono, del fumo passivo, dei gas di scarico. Ma sono tutte cose che cerchiamo di “parare” dicendo: “tanto io abito dall’altra parte”. E qui non c’entra la politica ma c’entra l’anima di un uomo, di un paese, di un popolo, di un governo. La parte negativa politica della nostra città e di tante altre, è dovuta al non-studio del perché siamo giunti a questo punto.

La devastazione dell’anima ci ha spinto ad interessarci solo del bisogno, della necessità, del controllo, del potere, dell’economia. Quando dimenticheremo queste tendenze negative forse ci sveglieremo e capiremo che possiamo arrivare ad un’altra politica ma non dobbiamo fare appello solo alle leggi perché sarà già tardi, le norme non bastano.

Potrai anche essere un contadino che abita a 7 kilometri da Conversano e puoi disinteressarti, per esempio, dell’inquinamento cittadino. Intanto c’è chi inquina e fra 3 giorni, 3 anni, 3 secoli la tua campagna magari non ci sarà più. È una forza di distruzione che sta nell’aria e alla fine arriva e fa danni.

Puntiamo, quindi, al risveglio delle coscienze.  Il peccato non è fare del male ma non fare del bene! Fare teatro, libri, concerti, spettacoli disinteressandosi del resto è omissione di soccorso. C’è qualcuno, qualcosa che muore ma siamo tutti  indifferenti. È necessario che si risolva questa situazione, non si può più procrastinare, non c’è più tempo per rimandare. Il tema politico, quello dei partiti per intenderci, è solo la punta dell’iceberg, è all’interno di essi che esiste la piaga.

Chi è che può permettersi di non preoccuparsi? Alcune persone hanno paura di dire o scrivere quello che sanno. Ma se si trasmette la paura si ottiene uno strumento forte per comandare, per dominare, per toglierci la libertà di pensare e la forza necessaria per agire. In politica e nella vita.

Bisognerà insomma imparare a fare la raccolta differenziata di questo paese: non tutto è m**da, qualcosa è ancora buono, può ancora servire e se separato e ripulito alla fine quello da buttare è veramente molto poco. E quel poco sono i responsabili e i colpevoli della nostra disastrosa situazione cittadina.

IO SUD CONVERSANO

Commenti 

 
#2 Gianvito F. 2011-04-03 10:23
Ma cos'è questa discussione sui massimi sistemi? Che razza di roba è? Tutto ciò per dire di fare la raccolta differenziata. "Oh my God". Il tutto condito con parolaccia populista per sentirsi vicini ai cittadini.
Segnala all'amministratore
 
 
#1 Il pacione 2011-03-30 16:42
So di essere un mediocre e non ci ho capito una ma....za; chiedo all'autore ma lui... ha capito qualcosa?
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI