Mercoledì 14 Novembre 2018
   
Text Size

AREA VASTA: TERRA DI TUTTI E NESSUNO

rotunno

L’imminente fallimento delle Aree Vaste era già stato anticipato da Michele Emiliano, Sindaco di Bari, nel corso della sua lectio magistralis per la “Scuola di Amministrazione” dei Giovani Democratici.

Nate da un’adesione volontaristica e prive di qualsiasi contenitore normativo, le unioni di più comuni per realizzare il cosiddetto Piano Strategico Regionale, rischiano di restare un puro artificio burocratico, “costato fatica e diversi milioni di euro”, per macroscopici errori di programmazione e conseguente indisponibilità di fondi, come ben chiarito da Mimmo Lomelo (I Verdi).

“Uno strappo violentissimo – dichiarava Emiliano – di un processo politico di aggregazione degli enti locali” che “farà tornare indietro di secoli il processo di ammodernamento della gestione della pubblica amministrazione”.

Ritorniamo sulla questione ponendo qualche domanda al Consigliere Gian Luigi Rotunno.

Sembra di capire che l’arenarsi del Piano Strategico fosse un incidente prevedibile; la stessa Unione Europea aveva ammonito a seguire una diversa procedura di programmazione.

“L'UE, attraverso un suo commissario arrivato in Puglia, ha decretato la fine delle Aree vaste per l'incapacità organizzativa delle stesse di programmare,  seguire alcune procedure e impegnare le somme. Mi dispiace dirlo ma, questa volta, sono stati i comuni a non sapersi organizzare per una governance complessiva del proprio territorio”.

L’Assessore Gungolo ha affermato che il “dato oggettivo è che i soldi non sono stati spesi”. Concorda?

“L'analisi dell'assessore Gungolo è oggettiva”.

Quali sono a suo avviso le responsabilità dell’Amministrazione Comunale?

“Sono molto grandi come quelle degli altri comuni. Gungolo dovrebbe cominciare a chiedersi qual è stato il ruolo del Comune di Conversano all'interno del Piano Strategico. Io dico nessuno. Il Comune di Conversano si è limitato a presenziare alle riunioni del Piano Strategico solo per conoscere l'eventuale finanziamento di progetti presentati l'uno sull'altro. Con questo approccio non si va da nessuna parte. Noi siamo stati gli ultimi ad entrare nel consorzio dei 31 comuni del Piano. Eravamo anche i più "lontani" dalla città capoluogo. Il Consiglio Comunale raccomandò all'amministrazione di assumere un ruolo di cerniera tra il Piano Stragico dell'Area Metropolitana e l'Area Vasta della Valle d'Itria. Ci favoriva la posizione geografica. Nessuna traccia di tutto ciò”.

Quali le prospettive per le nostre opere pubbliche se il Piano dovesse davvero fallire?

“I soldi che saranno recuperati dalle Aree vaste saranno gestiti, tramite bandi, direttamente dalla Regione Puglia. Le nostre opere pubbliche, per essere finanziate, dovranno seguire queste procedure. Ma a partecipare ai bandi saranno i comuni di tutto il territorio regionale”.

In quale modo il fallimento dell’Area Vasta inciderà sul processo di ammodernamento della governance locale?

“In uno degli ultimi Consigli Comunali suggerii all'amministrazione di invitare il sindaco di Bari Emiliano, nonché presidente del Piano Strategico, proprio per discutere ed impostare azioni concrete per una governance all'altezza della situazione. Ma da questo orecchio l'amministrazione comunale non ci sente per una sorta di inibizione a mettersi in rete con altri protagonisti. Penso sia questo il limite dell'amministrazione, chiudersi in se stessa senza pensare che aprirsi agli altri fa crescere la comunità”.

Commenti 

 
#1 talino 2011-05-04 09:15
Non è inibizione, è una brutta malattia che ci fa stare fermi da anni.
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI