Sabato 17 Novembre 2018
   
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RIGENERAZIONE URBANA: L'ESITO DEL FORUM CITTADINO

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“Un momento per lavorare insieme e studiare piccoli o grandi interventi, in connubio con il privato, che possano cambiare il volto di un quartiere o di un ambito”. Così il Vicesindaco e Assessore ai Lavori pubblici, Avv. Carlo Gungolo, riassume il significato della Rigenerazione Urbana all’interno del primo Forum pubblico dedicato all’argomento.

“Operazioni di rigenerazioni sono stati fatti anche il passato, un esempio è il Programma Integrato  Riqualificazione Periferie (PIRP), i cui tempi di attuazioni sono ormai maturi. Le domande che ci vogliamo porre – chiosa Gungolo – sono l’individuazione degli  ambiti e delle priorità su cui agire”.

“Stiamo partecipando a questo bando regionale che ha tempi abbastanza ristretti – infatti la sua scadenza è fissata per il prossimo 6 luglio – e vogliamo approfittare di quest’occasione per confrontarci con la Città, per avere suggerimenti e nuove proposte utili a migliorare l’idea di base dell’Amministrazione”. Prosegue l’Assessore all’Urbanistica Arch. Walter Scazzetta. “Un’idea che, rispetto al finanziamento massimo di circa 2 milioni di euro, ha individuato quattro ambiti su cui progettare interventi che risolvano problematiche avvertite come urgenti dai cittadini”.

“Oltre alla riqualificazione del Centro Storico – aggiunge Scazzetta – un’idea che ci è parsa vincente è quella di concentrarci sulle “aree a servizi” che presentano problemi di natura geomorfologica: mi riferisco alle aree con inghiottitoi o doline, inserite nel tessuto urbano, che vorremmo proteggere per sempre, trasformandole in parchi urbani prettamente permeabili e, dunque, mantenendone la funzione originaria di raccolta e smaltimento in falda delle acque piovane”.

La parola passa all’Arch. Michele Sgobba – consulente del Comune di Conversano, noto per aver già lavorato al nostro PIRP – che enuclea i punti salienti della proposta elaborata dall’Amministrazione.

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Quattro gli ambiti territoriali individuati: il primo coincide con il Centro Storico e le “aree a servizi” immediatamente adiacenti; gli altri tre, tutti da circoscrivere e definire, sono stati riassunti con le generiche indicazioni di  “Zona Sud dell’edificato” (compresa tra Ferrovia, via San Giacomo e via Lacalandra);  “Zona Ovest” (compresa tra via Accolti Gil, via Iaia e via Cadorna) e “Zona Est” (a nord di via Polignano).

 

Obiettivi che si potrebbero perseguire nel primo ambito sono la delocalizzazione dei distributori di carburante presenti nelle vicinanze della Città vecchia; la riqualificazione dei percorsi con ribasolatura e opere di arredo urbano; il potenziamento dei parcheggi per i residenti e delle aree pedonali, “ad esempio il Casalnuovo – precisa Scazzetta – dove i residenti hanno già chiesto, durante una serie di incontri partecipati, l’istituzione di una zona a traffico limitato”.

Per i restanti tre ambiti esiste un indirizzo di massima. Strategica è la definizione di un sistema perequativo per l’acquisizione delle “aree a servizi”. La premessa è che la normativa vigente ha equiparato il valore di esproprio a quello delle aree contermini, rendendo impossibile per una Pubblica Amministrazione sopportare i costi per l’acquisizione al patrimonio pubblico e la successiva realizzazione delle previste opere di urbanizzazione. In salvataggio arriva la Legge Regionale n.12, la quale legittima procedure di contrattazione con il soggetto privato: in sostanza, al privato viene data la possibilità di edificare il 20-30% dell’area, il resto della superficie viene ceduto al Comune. Altra “soluzione perequativa” sarebbe garantita dalla “piccola dote” nelle disponibilità comunali: 22 alloggi di edilizia economica popolare, ancora da realizzare, che potrebbero essere messi sul mercato quale contropartita per ottenere queste aree.

Nell’elenco dei desiderata si inseriscono anche nuovi spazi di socializzazione, una pubblica illuminazione a basso impatto ambientale mediante tecnologia a led e la realizzazione di parchi e verde attrezzato per un bacino d’utenza differenziato per età e necessità (dai parchi gioco ai parchi tematici), magari collegati tra loro attraverso percorsi ciclo-pedonali che creino una rete ecologica cittadina.

Infine, ci sarebbe l’opportunità di riconvertire le aree industriali produttive dismesse, sempre con la concertazione pubblico-privato. “Potremmo arrivare in ritardo – avverte Sgobba – il Decreto Sviluppo al vaglio in questi giorni in parlamento, prevede una metodologia d’intervento specifica per queste strutture”. Difatti, il nuovo decreto permetterebbe non solo di delocalizzare il proprio “capannone”, ma anche di cambiare la destinazione d’uso, prevedendo una diversa articolazione volumetrica e funzionale.

Dopo le osservazioni di cittadini e politici è la volta del Sindaco, avv. Giuseppe Lovascio, il quale elogia i toni pacati e collaborativi della discussione, augurandosi di poter approfondire il tema urbanistico in altre circostanze: “Non ci fermiamo al 6 luglio, continueremo a parlare con tutti i cittadini ed a concentrarci sul PUG. Tra l’altro dopo il faticoso impegno per la redazione del bilancio, a giorni dovremmo partorire il nuovo atto di indirizzo”.

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