Martedì 20 Novembre 2018
   
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PD: ANNULLARE IL "CONTRATTO RIFIUTI" PER L'ATO BA 5

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La recente conclusione della procedura concorsuale per l’assegnazione del servizio di smaltimento rifiuti del bacino Ba/5, che ha visto la partecipazione di una sola azienda concorrente, mette in forte allarme gli Amministratori dei comuni interessati ed il Partito Democratico di Terra di Bari.

L’allarme riguarda l’aumento considerevole della tariffa di conferimento, quanto basta per rendere insostenibile il costo per le già magre casse comunali, e che rischia di essere ancora più onerosa a causa del vincolo contrattuale di conferire obbligatoriamente non meno di 470 Tonnellate di rifiuti solidi urbani indifferenziati al giorno.

Paradossalmente, per rispettare tale quantitativo sovradimensionato rispetto alle reali necessità del bacino ed evitare di pagare un servizio “vuoto per pieno”, i comuni dovrebbero interrompere ogni politica e sforzo di incentivazione della raccolta differenziata.

Per illustrare in dettaglio la problematica e chiedere al Commissario di sospendere la sottoscrizione del contratto con la ditta aggiudicataria in attesa di un chiarimento che favorisca una scelta di buon senso, gli Amministratori ed i vertici Provinciali del Partito Democratico hanno incontrato i giornalisti questa mattina, presso la Sede Provinciale del PD in Via Re David, 17 - Bari.

 

Di seguito il documento, elaborato dal Partito Democratico, su cui ci è aperto il confronto.

"La gestione del ciclo dei rifiuti nel bacino BA 5, nonché la realizzazione degli impianti previsti, rischia di mettere i bilanci dei comuni appartenenti allo stesso ATO BA 5 in situazioni di ulteriore ed estrema difficoltà.

Le ridette difficoltà trovano origine in un percorso giudiziario piuttosto travagliato iniziato con sentenza del CdS n. 3634/2010, che ha statuito l’annullamento dell’originaria aggiudicazione in favore del Consorzio stabile Cogeam, successiva assegnazione all’ATI Colari del servizio de quo alle condizioni dell’originario affidamento a Cogeam ossia:

a) tariffa di Euro 58 (60,54 in caso di mancata acquisizione del cofinanziamento) per ogni tonnellata di rifiuto conferita per il trattamento;

b) inclusione in detta tariffa di ogni costo relativo al conferimento del CDR;

c) invarianza della tariffa di riferimento alla quantità di rifiuto conferita al soggetto gestore che con l’offerta ha assunto il rischio della relativa valutazione;

d) assunzione, da parte del soggetto gestore, di ogni onere e di ogni responsabilità relativamente alla destinazione ed al conferimento del CDR e conclusasi con una nuova procedura concorsuale, resasi alquanto necessaria, atteso che l’offerta avanzata dall’ATI Colari, che prevedeva lo smaltimento del CDR in Albania, è stata ritenuta in contrasto con l’allora vigente normativa comunitaria.

L’oggetto della nuova procedura, è assolutamente sovrapponibile a quello della procedura originaria, divergendo solo nella misura della tariffa, fissata in Euro 125,75 tonnellate e prevedendo, altresì, l’obbligo di conferimento dei comuni del bacino interessato nella misura di 470 T/G.

Non a caso, l’aumento della tariffa assume dimensioni tali da apparire fortemente incongrua con la prestazione di un servizio che è sostanzialmente analogo.

Pur volendo addebitare il suddetto incremento al legittimo adeguamento ISTAT, lo stesso, in un così brevissimo spazio temporale, mai avrebbe fornito come risultato una tariffa nella misura così come evidenziata.

Pare, pertanto,assai opportuno domandare alla struttura commissariale, la stessa che ha gestito la procedura concorsuale, quali implementazioni del servizio, rispetto a quanto originariamente previsto, giustificano un così rilevante aumento della tariffa ovvero se la stessa tariffa dipenda da un’eventuale modifica della fase del conferimento assunta come riferimento. Quanto evidenziato ha maggiore rilievo se si considera la circostanza che, con riguardo alla concreta struttura della procedura, ha partecipato un solo concorrente ed in questi casi, la legge richiede una espressa valutazione della congruità e della convenienza dell'offerta economica.

In ordine alla sussistenza, poi, di un vincolo per i Comuni di conferire 470 tonnellate al giorno di RSU, pacifica è la conseguenza che un minore conferimento determinerebbe un aggravio degli oneri per i comuni medesimi, per l’aumento della tariffa ovvero per l’obbligo indennitario/risarcitorio scaturente dall’inadempimento all’obbligo di conferimento nella misura stabilita.

Al fine di ovviare a tale triste, nonché, negativo risvolto pare possibile una eventuale integrazione della quantità di indifferenziato conferito mediante l’aggiunta di rifiuti provenienti da altri ambiti della Provincia di Bari.

In realtà, tale soluzione porrebbe seri e gravi problemi di razionalità e coerenza dell’azione amministrativa.

Difatti, come è possibile pensare di conferire rifiuti provenienti da altri bacini che, ovviamente, sono vincolati alle gestioni relative ai bacini medesimi?; e sarebbe mai possibile che tale conferimento venga calibrato in funzione del raggiungimento delle quantità necessarie a coprire le potenzialità fino a 470 t/g e non oltre, poiché superata detta quantità, non ci sarebbe ovviamente capienza per gli impianti per come autorizzati?; e come si pensa di ampliare e modificare l’oggetto dell’affidamento come stabilito in sede di gara relativamente all’ambito di operatività della gestione degli impianti a servizio del bacino BA 5?

La verità è che con la formulazione della nuova proposta, pena l'inadempimento rispetto agli obblighi nascenti dal contratto, ai comuni dell’ATO BA 5 è fortemente inibito il perseguimento, pure normativamente dovuto, di un progressivo aumento della raccolta differenziata, apparendo, pertanto, estremamente vani tutti gli sforzi mossi in tale direzione.

Alla luce di quanto sopra esposto, urgente ed indifferibile è la sospensione della sottoscrizione al contratto o, nell’ipotesi in cui sia stata già apposta la firma, considerare valido l’istituto della risoluzione anticipata, disciplinata dal codice dei contratti pubblici, di concessioni o contratti in corso per sopravvenute ragioni di opportunità".

Commenti 

 
#2 Elena Colella 2011-12-01 12:00
Noto con sommo dispiacere che il PD giunge a queste conclusioni appena otto mesi dopo la pubblicizzazione del contratto- per fortuna- non ancora sottoscritto. Non è mai troppo tardi. Ora speriamo che si possa mettere qualche pezza, altrimenti pregheremo altri territori di portare rifiuti per non avere aumenti di tariffa - se si vuole ottemperare agli "obblighi" di differenziare-.
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#1 ornella pistolesi 2011-12-01 00:52
Possibile che i contratti pubblici naascondano sempre trappole per i cittadini e che gli amministratori guardino dall'altra parte?Adesso si paga vuoto per pieno ,oppure la penale per risoluzione anticipata.Ma paga sempre pantalone!!!!
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