Martedì 20 Novembre 2018
   
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Investire in semplificazione, una boccata d'ossigeno per l'agricoltura

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"Finalmente dopo anni in cui il settore agricolo è stato bistrattato dai governi Berlusconi ed usato come merce di scambio per soddisfare la fame di poltrone degli alleati politici di turno (è sufficiente ricordare la staffetta Zaia, Galan, Romano a capo del ministero dell’agricoltura), con l’esecutivo Monti si torna a ragionare nel concreto.

E’ così sia nel decreto liberalizzazioni, ma sopratutto nel semplificazioni sono state introdotte norme interessanti che vale la pena mettere a fuoco. Non tutte sono disposizioni di immediata applicazione, ma indubbiamente si tratta di soluzioni che vanno nell’auspicata direzione della promozione di una razionalizzazione e sburocratizzazione della filiera agricola. Un obiettivo più che condivisibile che va a vantaggio degli agricoltori e delle imprese e che avrà effetti oggettivi sui prezzi e la qualità dei beni consumati dai cittadini.

Finalmente un po’ d’aria fresca, verrebbe da dire. In particolare, come relatrice del decreto semplificazione e sviluppo nella commissione agricoltura della Camera, ho segnalato la validità delle norme che puntano a liberare il settore di quei lacci e lacciuoli burocratici che lo penalizzano fortemente in termini di concorrenza. Penso alle lungaggini attualmente necessarie per avere informazioni dai diversi soggetti pubblici ed enti di settore, ma anche alle perdite di tempo necessarie affinchè un singolo agricoltore possa vendere direttamente i propri prodotti. Una situazione che svantaggia tutti e di cui beneficiano, solo i grandi distributori che speculano sull’impossibilità dei consumatori di procurarsi direttamente i prodotti agricoli.

Con il decreto semplificazione, invece, ciascun contadino potrà vendere direttamente senza dover aspettare autorizzazioni particolari, ma solo avendo cura di segnalare la propria attività al comune di appartenenza. Per un agricoltore la vendita sarà dunque un modo concreto per incrementare i margini di guadagno derivanti dalla propria attività e, considerato che i prezzi dei prodotti subiscono un consistete rincaro lungo la filiera, questa norma permetterà al consumatore di acquistare prodotti a prezzi più bassi.

Anche sul lavoro agricolo si comincia a parlare la lingua della concretezza. Uscita la Lega dal Governo si possono finalmente affrontare senza pregiudizi anche i temi più spinosi. Penso ai lavoratori extracomunitari che sono stati oggetto di brutali campagne politiche in questi primi anni di legislatura. Con il governo Monti le cose sembrano cambiate ed ecco infatti spuntare una norma semplice, ma fortemente incisiva che introduce una procedura agevolata di silenzio assenso per l’assunzione di lavoratori stagionali che potranno vedersi prorogata l’autorizzazione al lavoro e il permesso di soggiorno con facilità.

Sempre per i lavoratori stagionali è importante segnalare che sarà possibile concedere l’autorizzazione, nel rispetto dei limiti temporali minimi e massimi (da 20 giorni ad un massimo di 9 mesi) anche a più datori di lavoro che impegnano lo stesso lavoratore. Una norma questa che potrebbe avere un impatto significativo nella lotta al lavoro nero e al caporalato.

Di grandissima importanza anche la disposizione, che noi del Pd abbiamo fortemente sollecitato, che punta ad incentivare l’adozione della banda larga nell’intero comparto per superare il divario digitale di cui ancora soffrono molte aree marginali del Paese e il mondo agricolo in generale, attraverso le infrastrutture per la banda larga e lo sviluppo delle comunicazioni digitali, strumento indispensabile per la crescita, la diversificazione e lo sviluppo delle economie delle aree rurali. Si tratta di una opportunità di innovazione, competitività e sviluppo che non può essere rimandata ulteriormente e che consentirà una dinamica trasformazione del modello organizzativo del sistema delle imprese, avvicinandolo ulteriormente alle altre economie sviluppate.

Il partito democratico sta appoggiando con convinzione questo provvedimento. Abbiamo presentato alcuni emendamenti per modificare delle norme di cui non comprendiamo bene le ragioni e temiamo possano avere effetti negativi sul settore. Pensiamo in particolare alla disposizione che, eccedendo nella semplificazione, prevede che nell’esercizio temporaneo di vendita di prodotti alimentari nelle sagre di paese e in manifestazioni tradizionali o culturali, vengano meno il rispetto dei requisisti attualmente richiesti per accedere a queste attività. In particolare ci preoccupa che i prodotti alimentari possano essere venduti da delinquenti abituali condannati definitivamente proprio per reati contro l’igiene e la sanità pubblica e per contraffazione alimentare. A tal proposito abbiamo previsto una modifica che mantiene la semplificazione delle procedure nel rispetto dei requisiti per chi viene a contatto con cibi e bevande.

Anche sulla definizione di bosco, che nel decreto viene fortemente rivista in senso restrittivo, il Pd agirà per evitare di aggravare l’erosione e territoriale e quindi per impedire l’esclusione di importanti superfici boschive dall’attuale regime vincolistico. Crediamo fortemente nella necessità di semplificare, ma non vorremmo che con questa scusa si possa sfregiare la nostra delicata sostenibilità ambientale".

On.le Giusi Servodio

 

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