Martedì 20 Novembre 2018
   
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Sanità: una città divisa

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Egregi, quello che è accaduto mercoledì sera in consiglio comunale rappresenta, per l’ennesima volta, una mancata occasione di dimostrare che la politica è matura per confrontarsi in maniera democratica, ma soprattutto che su argomenti importanti, quale lo è la sanità, la coesione avrebbe rappresentato un punto di forza per l’intera collettività conversanese. Così non è stato. La maggioranza, morfologicamente cambiata per l’ennesima volta, ha votato quello che definisce un suo documento per il F. Iaia.

Con grande rammarico, le opposizioni (noi compresi) abbiamo deciso di votare contro. Lo abbiamo fatto non perché non crediamo nel documento, che rappresenta in linea di massima quello da noi presentato al sindaco già il 13 novembre 2011, ma perché non comprende tutti quei servizi da noi inseriti e che avrebbero rappresentato un plus ultra per il nostro nosocomio.

L’augurio è sempre quello che la Regione, sia la parte politica che quella gestionale, approvino un protocollo d’intesa che porti a Conversano i poliambulatori di terzo livello, cosa alla quale è sempre stata data priorità assoluta, così come a tutti quei servizi annessi e connessi (vedi risonanza magnetica, tac, radiologia, anestesia, ecc).

Abbiamo in più occasioni voluto creare una vera collaborazione con la maggioranza che di fatto non ha mai prodotto un suo documento, ma limitandosi attraverso il sindaco, in occasione degli incontri, a far propri quelli ritenuti più validi rispetto al momento. Pertanto tutto il nostro impegno è stato disatteso ed emarginato. Da qua la decisione di votare contro un documento che contiene in sé punti da noi ampiamente condivisi, ma che trascura senza alcuna logica due punti per noi assolutamente importanti e fondamentali, oltre al fatto che si ha la chiara impressione di voler privilegiare nell’attuale ospedale la presenza di molti uffici, anche distrettuali, a discapito dei servizi e quindi dell’assistenza sanitaria.

Il primo è la Casa della Salute, altro non è che una volontà già espressa dai medici di base (medico di famiglia e pediatri di libera scelta per intenderci) nel voler convergere tutti all’interno dell’attuale presidio ospedaliero, ove poter accogliere l’intera cittadinanza con strumenti diversi, in tutte le ore del giorno. Tutto ciò avrebbe reso il nostro ospedale un modello per l’intera sanità pugliese. La maggioranza non ha voluto e ad oggi non ne capiamo ancora le vere ragioni.

Secondo punto è la Residenza Sanitaria Assistita. In parole povere un residenza pubblica che potesse accogliere tutti gli anziani che per patologie particolari hanno bisogno di costanti cure e di essere monitorati ora dopo ora da personale medico e paramedico. Si è detto no a tutto ciò perché probabilmente si vuol favorire la crescita del privato al cospetto del pubblico, né è dimostrazione il fatto che una casa di riposo privata per anziani è già prevista nei bandi del Pirp approvato anch’esso a maggioranza qualche mese fa e che comunque si riconduce ad una parte politica oggi nuovamente in maggioranza.

Detto ciò, noi dell’Udc, non potevamo votare un documento che dimentica la popolazione anziana di Conversano e che trascura la volontà di organizzazione dei medici di base che hanno la voglia di far meglio e con più mezzi il proprio lavoro, a tutto beneficio degli assistiti. Questa è la verità, l’unica verità che conosciamo e che si è vissuta nei fatti. Dietrologie politiche le lasciamo a chi fa dichiarazioni pur sapendo che non corrispondono al vero, con l’unico fine di attrarre attraverso la menzogna consensi elettorali.

Ci saremmo augurati che tutto ciò, per un momento fosse lasciato da parte. Ma a quanto pare non è stato possibile. Monitoreremo le decisioni che saranno prese e continueremo a lavorare per garantire a tutti, bambini, giovani, adulti ed anziani, una sanità al servizio di tutti, chiaramente una sanità pubblica.

Commenti 

 
#1 Giobbe 2012-03-19 10:23
La vita tranquilla dell'amministrazione è più importante di una migliore assistenza PUBBLICA per gli anziani.
Segnala all'amministratore
 

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