Domenica 18 Novembre 2018
   
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“Parentopoli”, la replica di Bonasora e Rotunno

bonasora e rotunno

A seguito del comunicato diffuso dall'Ufficio Stampa del Sindaco sulla "questione parentopoli" abbiamo chiesto una replica ai consiglieri Pasquale Bonasora e Gian Luigi Rotunno che, oltre ad essere tra i firmatari della mozione in questione, vengono direttamente citati nella nota.

Il comunicato parla di un autogol della sinistra conversanese poiché la vostra mozione non avrebbe trovato riscontro nei fatti.

Rotunno: "La metafora calcistica lascia il tempo che trova. Il sindaco, la giunta e parte della maggioranza hanno avallato l'incarico dato a parenti ed amici. E il sindaco ha anche cercato di nobilitare il tutto citando l'art. 3 della Costituzione Italiana. Un tentativo maldestro di depistare il tutto. Rimane il fatto che quasi 100 mila euro sono l'importo dell'incarico affidato al parente diretto del sindaco e di un consigliere di maggioranza. Si tratta di quasi 200 milioni di vecchie lire. Con una procedura che si usa per i casi in cui l'urgenza impone la scelta fatta. In questo caso, la direzione lavori e l'appalto dell'ex Gil, più che di urgenza si è trattato di ritardi gravi dell'Amministrazione comunale che ha rinviato nel tempo procedure che avrebbe già dovuto espletare. Ritardo grave nelle procedure e incarico al tecnico più vicino. Binomio perfetto di buona amministrazione".

Si fa diplomaticamente riferimento ad una sorta di "conflitto d'interesse": anche lei, consigliere Bonasora, è presidente di una cooperativa che "ha vinto una gara pubblica con questa amministrazione di centrodestra". Dunque, l'affidamento di servizi e incarichi, se trasparente, non dovrebbe escludere amministratori o loro parenti.

Bonasora: "Il conflitto d'interesse riguarda solo il Sindaco Lovascio perché nel caso della cooperativa è stata realizzata una gara aperta dando a tutti la possibilità di partecipare e dove l'ente capofila è un consorzio di cooperative sociali responsabile di tutto il progetto. Ben diverso il caso in questione dove si è invece scelto di non fare una gara aperta ma una procedura negoziata, applicando in maniera errata la norma che specifica in quali casi vi si può fare ricorso. Il Consiglio comunale del 16 marzo ha ampiamente dimostrato l'incapacità dell'Amministrazione comunale di rispondere nel merito sulle eccezioni sollevate dai consiglieri di opposizione. Il Sindaco e i suoi si sono limitati a difendere l'indifendibile cercando di far passare il messaggio che tutti sono uguali. Ma per fortuna le differenze sono enormi e si vedono tutte. A partire dallo stile!".

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