Lunedì 12 Novembre 2018
   
Text Size

Pareggio di Bilancio, fine dell'autonomia locale?

pareggio bilancio monti

Il Consiglio convocato per questo pomeriggio prevede anche la discussione dell'equilibrio economico-finanziario del nostro bilancio. In tale direzione, può aiutare un breve cenno sulla  "riforma del pareggio di bilancio", un disegno di legge presentato nel novembre 2011 e, se approvato, valevole a partire dal 2014.

La riforma passa, anche, dalla modifica dell’art. 119 della nostra Costituzione, in cui è sancito il principio dell'autonomia degli Enti locali nell'ottica del federalismo fiscale. Partendo dal presupposto che l'Ente conosce le esigenze della comunità e sa come utilizzare le risorse, si era avviato timidamente un progressivo decentramento delle competenze in materia fiscale e tributaria (ogni Ente ha la possibilità di innalzare o abbassare tasse e tributi della comunità amministrata) nonché patrimoniale (ogni Ente ha la possibilità "fare cassa" gestendo e valorizzando i beni pubblici).

Con questa riformulazione del dettato costituzionale − secondo l'opinione di molti economisti − si porrebbero vincoli restrittivi che svuoterebbero il percorso di autonomia.

Nello specifico, la nuova formulazione del primo comma dell'art. 119 assoggetta il bilancio di ogni Ente alla "osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea". In soldoni, un Comune è chiamato ad un aggiuntivo atto di responsabilità, concorrendo a rispettare i patti europei di rientro della spesa e del debito pubblico.

Il sesto comma, invece, pone due condizioni ai debiti che un Ente può contrarre per finanziare "spese di investimento". Oltre a dovere presentare, più che giustamente, un piano di ammortamento del proprio investimento, occorrerà garantire l'equilibrio di bilancio del "complesso degli enti di ciascuna Regione".

Anche qui un rapido esempio: se il Comune di Conversano volesse realizzare una scuola e chiudesse il suo bilancio in passivo (supponiamo −10), uno o più Comuni pugliesi dovrebbero chiudere il proprio bilancio in attivo per uguale somma (+10), in modo che la Regione possa presentare allo Stato un resoconto in cui le spese sono identiche alle entrate.

Viceversa se è la Regione a chiudere il suo documento finanziario in passivo, spetterebbe all'insieme dei Comuni e delle Province ridurre le proprie spese per coprire quel debito.

Un meccanismo che ha allarmato giuristi ed amministratori. I primi hanno iniziato a chiedersi cosa si intenda per "ente della Regione" (ASL, ATO, Comuni, Provincie ecc..); i secondi ritengono questa scelta deleteria per i comuni virtuosi che si troverebbero a farsi carico di situazioni di indebitamento di altri Comuni.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI