Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Milella: Prioritaria la sicurezza, bocciati Fini e Monti

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Dopo la conferenza stampa che "La Destra" ha organizzato sulla "questione sicurezza", abbiamo approfondito il tema intervistando Daniele Milella (nella foto in alto), segretario provinciale del partito di Storace.

La Destra, come lei stesso ha dichiarato, viene percepito come il partito dell’ordine. Dunque la sicurezza è una delle vostre priorità. Come mai?

“Confermo. L’ordine è una delle nostre priorità, perché garanzia di libertà. La libertà si ha se una società è ordinata, e dunque se si verifica un totale rispetto delle regole. La sopraffazione delle regole e dunque dell’ordine conduce all’anarchia e questo è che ciò che vorremmo assolutamente evitare”.

 

La vostra proposta di una presenza importante delle forze dell’ordine nelle città e nei treni non rischia di essere eccessiva?

“No. Sappiamo che c’è una parte considerevole della popolazione che è stanca di vivere in città poco sicure e di viaggiare su treni privi di figure che garantiscano il rispetto delle regole. Non credo affatto che la proposta de La Destra sia negativa, soprattutto nella misura in cui a garantire l’ordine sia chi è competente, piuttosto che siano i cittadini a farsi giustizia da sé. Noi crediamo nello Stato, nelle istituzioni non nella giustizia “fai da te”. Di certo sarebbe meglio prevenire che reprimere, attraverso un’operazione culturale, attraverso lo studio dell’educazione civica”.

 

Il precedente e l’attuale governo hanno effettuato molti tagli alle forze dell’ordine, sia in termini di risorse umane che economiche. Visti i tempi di crisi, sareste d’accordo ad utilizzare, sul territorio nazionale le risorse militari impegnate all’estero per il vostro “obiettivo sicurezza”?

“La Destra è da sempre impegnata nel ritiro delle forze militari, specie quando si tratta di missioni che non hanno più motivo di continuare. Non condividiamo il prolungamento di molte missioni militari, che comportano evidentemente un enorme spreco e in termini economici e soprattutto umani. Il tributo umano, in particolare, fa rabbia. Dunque sono favorevole a questa proposta”.

 

E le ronde? Hanno avuto, secondo lei, una qualche efficacia?

“Personalmente non sono favorevole alle ronde. Le ritengo inutili soprattutto perché il controllo dell’ordine non è compito del cittadino. Questi al massimo può collaborare nella tutela dei beni pubblici, ma non può provvedere all’ordine”.

 

Passando alla politica, con la scissione del PDL e la conseguente nascita del FLI, gli elettori di destra si sono sentiti un po’ disorientati. Dove si colloca il vostro partito? Più vicino al PDL, a Berlusconi o a Fini?

“Un cittadino che è stato storicamente di destra deve votare per noi. Intanto Futuro e Libertà non è più di destra. Anzi posso dire che ormai tra Fini e Diliberto l’unica differenza è la cravatta. Il nostro partito, invece, è nato proprio per non far morire il patrimonio culturale e politico di Alleanza Nazionale, come fu stabilito a Fiuggi nel 1994. Oggi l’elettore di destra è imbarazzato sia nel votare il PDL che nel votare FLI. Basti ricordare che il PDL è alleato con il PD nel sostegno all’attuale governo Monti. Tra La Destra e il PDL ci sono differenze sostanziali, etiche economiche e spesso politiche. Inoltre l’elettore di destra aspettava da Berlusconi quella tanto promessa rivoluzione liberale, che non ha mai compiuto”.


Qual è la promessa non mantenuta da Berlusconi che più vi ha infastidito?

“Quando Fini si è alleato a Berlusconi ha imposto l’uscita de La Destra dalla coalizione. E Berlusconi non ha avuto il coraggio di dire no a Fini. La presenza del nostro partito, invece, avrebbe dato sicuramente maggiore stabilità al governo e poi non avrebbe permesso alcuni fatti incresciosi come la calorosa accoglienza di Gheddafi e tanto altro”.

 

Come giudica l’operato del Governo Monti? Gli si possono riconoscere meriti?

“Personalmente non credo. Non si può attribuire alcun pregio al governo Monti. Il Paese è in totale recessione. Monti avrebbe dovuto prendere quelle decisioni impopolari che i partiti non avrebbero mai preso tipo: i tagli ai costi della politica, la riforma della RAI...Invece non ha fatto nulla di tutto ciò”.

Il segretario Francesco Storace, sul suo blog, ha parlato di “schiavitù europea”. Cosa ne pensa in proposito?

“Non siamo anti europeisti, tuttavia sogniamo un’Europa che sia nazione, non terra delle banche. Il nostro è un all’Europa economica, governata dai banchieri, al signoraggio bancario. La situazione è drammatica e a tratti paradossale, perché di fatto la BCE (Banca Centrale Europea) non è più pubblica. Dunque vorremmo una ri-nazionalizzazione delle banche, non un ritorno alla lira o l’uscita dall’Unione Europea”.

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