Lunedì 19 Novembre 2018
   
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C.da San Vincenzo. La delibera del Consiglio e i "no global"

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Dopo due settimane dal rinvenimento dei rifiuti in c.da San Vincenzo, l'argomento è arrivato anche nella seduta del Consiglio Comunale di giovedì 12 aprile, producendo una "delibera d'impegno"− sulla falsa riga di quella molese − che è stata inviata a Procura, Regione, Provincia, ATO, ASL Bari e Sindaco di Mola.


La delibera − "Considerate le legittime preoccupazioni dei cittadini sulla natura dei rifiuti rinvenuti sull’area sottoposta a sequestro" e riconosciuto "il diritto dei cittadini a conoscere la verità in ordine all’esistenza o meno di situazioni di illecito ambientale nei pressi di C.da Martucci", si sono gettate le basi per l'avvio di una serie di iniziative.

Oltre a costituirsi parte civile nel caso in cui vengano accertati fatti penalmente rilevanti, la delibera ha impegnato l'Amministrazione ad intensificare il monitoraggio del territorio comunale, individuando con il supporto del Servizio Ambiente gli strumenti più idonei ai controlli, attivando un sistema di rilevazione dei livelli di radioattività e sondando ulteriori pozzi spia (diversi dai cinque presenti in discarica) per la verifica dell'inquinamento delle falde.

Rilanciata la proposta molese di costituire un organismo intercomunale Conversano-Mola "per meglio controllare le questioni legate all’ambiente ed alla discarica Martucci", si è disposto di interessare il NOE "ad una puntuale verifica delle zone circostanti la discarica Martucci", continuando a seguire con la massima attenzione l’evolversi delle indagini in corso.

Infine, l’Amministrazione Comunale richiederà alla Provincia che sia adottato il previsto Piano di gestione post chiusura della discarica", ad iniziare dai dovuti controlli di legge.


"Nient'altro che la verità"− La parola maggiormente utilizzata in tutte le dichiarazioni dei consiglieri è stata "verità". È come se d'un tratto la coscienza della classe dirigente conversanese − con i dovuti distinguo, poiché anche in queste circostanze i "recidivi" non mancano − si sia ridestata e abbia valutato che "ora" sia il momento di "chiudere definitivamente i conti con trent'anni di storia".

operai lombardi"Ora" è necessario ed impellente ripristinare una situazione di "libertà e schiena dritta" della città di fronte ad un'azienda − la Lombardi Ecologia e le sue successive declinazioni societarie − che ormai è "parte di Conversano". "Ora" occorre sfruttare l'occasione per un preciso accertamento di presunte responsabilità amministrative passate, presenti e − portandoci avanti con il lavoro − future.

Quello che ci sfugge è perché "ora"? Contrada Martucci e tutto quello che "storicamente e topograficamente" le ruota attorno, non si scopre il 27 marzo 2012 con lo scavo di un operaio. Esiste da tre decenni e non è immaginabile che, in tutto questo tempo, nessuno abbia avvertito l'urgenza di muovere la macchina dei controlli, anche fuori dal recinti della discarica. A maggior ragione se, come alcuni consiglieri hanno affermato, i sospetti sulle aree limitrofe "pesano da molto tempo".

Seguendo tale ragionamento, dovremmo concludere che questa delibera arriva con almeno vent'anni di ritardo. Timore reverenziale o, come suggerisce il consigliere Rotunno, "timidezza"? Opportunità o, prendendo in prestito le parole del sindaco Lovascio, "omertà di chi sapeva ma non si è mai preso le proprie responsabilità"?

Le accuse e i sospetti lanciati − questa volta non "dall'allarmismo dei media locali" ma dai consiglieri stessi − sono quantomeno preoccupanti. Solo per fare due esempi, Rotunno ha parlato di "inefficacia, in passato, dei controlli effettuati dagli organi preposti", mentre Piemontese, oltre a ricordare l'influenza della "questione discarica" sulla propria candidatura, ha riportato in vita l'adagio popolare del "patto/piatto della spigola".Già questo basterebbe, a nostro avviso, per aprire un serio fascicolo conoscitivo.

Siamo d'accordo con il primo cittadino Lovascio quando rileva che "le mezze verità fanno male alla giustizia". Perché allora non si inizia a scandagliare il substrato politico-gestionale dagli anni '90 in poi? Una "operazione verità" − come ha affermato D'Alessandro − che aiuterebbe Conversano a riappacificarsi con il proprio passato. Inoltre, perché chi ha parlato di "pesce" non ha chiarito fino in fondo a cosa si stava riferendo?

Fortunatamente questa volta è tutto nero su bianco.


I "no global" snobbano Conversano  Contro ogni previsione, nessun "no global", black-bloc o esponente "anarco-insurrezionalista-eversivo" ha fatto irruzione nell'assise minacciando l'Ordine, pubblico.

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Molto più "banalmente", alcuni cittadini hanno esposto due striscioni con le scritte "30 anni: Riesumate la verità" e "Basta che sta la salute".

A questa forma di protesta silenziosa si è sommata l'iniziativa del Comitato Riprendiamoci il Futuro, il quale ha distribuito un "ciclostilato in stile carbonaro" ai consiglieri e ai dipendenti della Lombardi Ecologia, che spontaneamente hanno deciso di ascoltare con vivo interesse l'intera discussione consiliare.

Il testo del documento di RIF, rispolverando le numerose incongruenze della gestione del ciclo dei rifiuti in Puglia, chiede trasparenza da parte di tutte le istituzioni che "hanno la responsabilità di conoscere, indagare, controllare il nostro territorio" e chiarezza "su quello che avviene nell'impianto complesso".

Questo perché, davvero strano a dirsi, qualcosa non torna: si è già colmato il primo anello della discarica di servizio e soccorso, dato apparentemente incompatibile con la parallela produzione di CDR e l'avvio a riuso del materiale non processabile. Il centro di raccolta differenziata è ancora chiuso e la penna che deve firmare il contratto per l'affidamento della gestione dell'impianto ha esaurito l'inchiostro.

Partendo da tali premesse, RIF sollecita il Consiglio Comunale a "monitoraggi effettivi puntuali e documentabili delle aree segnalate", bonificando i siti compromessi che saranno individuati, collaborando con l'autorità giudiziaria e comunicando pubblicamente i dati monitorati.

Ultima richiesta è il rispetto delle prescrizioni AIA (autorizzazione integrata ambientale) per la gestione della post-chiusura del III lotto, con particolare riferimento alle analisi dei pozzi spia, utili a comprendere il livello di inquinamento delle falde.

Commenti 

 
#4 spigolone 2012-04-25 09:42
Quanta omertà. Nessuno conosce il patto della spigola?nemmeno voi della redazione? Ma che strano. Nessun consigliere sa? Eppure in città si dice che uno degli attuali era presente a quel patto. Non capisco perché non pubblicate il mio commento.


La Redazione
Abbiamo bloccato il suo commento poiché sui "si dice" si costruisce solo il vacuo pettegolezzo,cosa che poco ci interessa.
Se è al corrente di notizie circostanziate sulla vicenda, o può fare nomi di persone informate sui fatti, può inviare una lettera aperta con il suo nome e cognome. Sarà nostra premura procedere come legge dispone.
Solo in questo modo si abbatte "l'omertà".
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#3 spigolone 2012-04-20 19:51
Ma nessuno sa rispondere alle mie domande? Sarà mica una favola questo patto della spigola, o chi risponde viene censurato? Non credo quindi conversando che sapere, raccontate!
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#2 spigolone 2012-04-18 20:49
Ciao concittadini, ma cosa è questo patto della spigola? E tra chi è avvenuto? e quando? Non capisco cosa centra una spigola con una discarica e con la politica. Qualcuno può spiegarmi.
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#1 falchi&colombe 2012-04-18 10:15
come mai nessuno risponde. Nessuna presa di posizione . Nessuna solidarietà.
Non temete cari concittadini
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