Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Tremonti, la crisi globale e il ventennio del "fascismo finanziario"

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Il 26 aprile, presso l’ex palazzo delle Poste di Bari, Giulio Tremonti ha presentato il suo ultimo libro Uscita di sicurezza (Rizzoli 2012). A discuterne con l’ex ministro Giuseppe de Tomaso, direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, e Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno, moderati da Paola Laforgia, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia. L’incontro, organizzato dalla Fondazione “Di Vagno”, rientra in un ciclo annuale di appuntamenti dedicati al tema della democrazia, in particolare al regolare svolgimento e alla partecipazione alla vita democratica del nostro paese.

tremonti - bari 2Un libro a metà fra diario e cronaca, che ripercorre le tappe dell’attuale crisi, dall’esplosione nel 2007 fino ad oggi. Un tentativo di sintetizzare la storia globale sotto diversi aspetti (giuridico, economico, politico) per comprendere gli eventi che hanno cambiato le gerarchie internazionali e, di riflesso, hanno colpito anche il nostro paese in un processo a cascata.

La storia dell’ultimo ventennio, per Tremonti, è segnata dall’azione rivoluzionaria di tre fattori di diversa natura: dal punto di vista geopolitico, la scoperta economica e il rapidissimo sviluppo dell’Asia, all’interno del nuovo ordine mondiale della globalizzazione, sancito con l’accordo di Marrakech nel ’94 e la nascita del WTO; la diffusione di Internet, patria di un nuovo capitalismo non più fondato sulla ricchezza fisica ma sui derivati, che a giudizio di Tremonti hanno generato un caos incontrollabile; infine, la nascita di una nuova ideologia, il mercatismo, una forma di pensiero unico che favorisce la competizione rispetto alla solidarietà, e che a lungo andare corrode le democrazie.

Un nuovo scenario internazionale, in cui lo strapotere della finanza ha preso il sopravvento sul governo degli stati, creando il rischio sempre più avvertito di un fascismo finanziario.

La via d’uscita per Tremonti sta proprio nel ripristinare le gerarchie precedenti, restituendo autonomia ai governi dei singoli stati rispetto alla finanza. Per superare questa crisi, più grave di quella che nel 1929 mise in ginocchio il pianeta, sarà necessario ispirarsi alla politica del New deal che Roosevelt applicò a partire dal ’33 per risollevare la situazione negli Stati Uniti.

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