Martedì 20 Novembre 2018
   
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"Seppure attoniti e frastornati, bisogna Resistere"

lettera

Caro Direttore,

Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non  siamo, ciò che non vogliamo.
Queste parole, poco meno di cent’anni fa, ispiravano Montale, il poeta del male di vivere. Numi, siamo ancora a questo punto!

La Storia, invece, pensava di sapere, nel bene e nel male, quel che voleva: guerre, rivoluzioni, grandi passioni e utopie, progresso. Progresso, soprattutto,  è stata la parola chiave del nostro secondo ‘900, che ha nutrito le speranze di riscatto sociale del popolo italiano, quanto la spavalda affermazione del capitalismo industriale.  Ad un certo punto, le strade di questi due pilastri della democrazia nazionale si sono incontrate e l’Italia ha costruito una ricchezza che nel giro di pochi decenni ha dilapidato.

Le risorse pubbliche sono state utilizzate come una sorta di pozzo di san patrizio al quale molti, dal più oscuro assessore comunale ai parlamentari più in vista, hanno attinto, rubato a man bassa, svuotando il senso delle istituzioni ed alleandosi con il malaffare della criminalità organizzata. La corruzione è penetrata fin nelle fibre più intime e vitali del corpo dello Stato creando una voragine, questa sì, senza fondo e votando le istituzioni democratiche ad una inesorabile agonia.

Tutto ciò, mentre l’economia globalizzata, la finanza virtuale, non più ancorata al mondo del lavoro, s’è rotta,  mostrando i cenci della proprio cinismo e miseria morale. Ora che i due mostri si sono incontrati, la politica ne esce distrutta; distrutto il lavoro e lo stato sociale: l’istruzione e la sanità, vale a dire quel che rende un paese civile degno di questo nome.

Sono arrivati i tecnici e chiedono i soldi ai derubati che, giustamente, non ne hanno più. La destra, così come l’abbiamo conosciuta, non può e non deve più governare. Ha nel sangue l’egoismo di classe e fomenta negli altri, a proprio vantaggio, la speranza di una ricchezza facile, ladronesca e puttaniera. Gli Italiani, non tutti, sempre troppi, ci sono di nuovo mal cascati. Il conto torna? Non proprio: dove mettiamo il caso del partito di Di Pietro? Come facciamo a comprenderlo?

È caduta la regione Lombardia, il Lazio, il Molise, la Sicilia (dove si è votato con un quorum da referendum inammissibile!). ho visto in Tv un servizio sulla sanità piemontese: roba da quarto mondo, semplicemente spaventoso.  Siamo davvero una nazione sull’orlo del tracollo. Solo gli stupidi e i demagoghi, a fronte di questo disastro, possono invocare –o rievocare- lo scontro generazionale. Una categoria insufficiente a spiegare e tanto meno a curare.

Seppure attoniti e frastornati, bisogna Resistere. Le persone per bene e oneste devono resistere ed essere presenti e vigilare: le donne, i giovani, gli uomini (per quanto, gli uomini sono invitati ad una maggiore autocritica. D’altro canto, una giovane donna, brava e tenace, non sarebbe male come candidata a guidare il nostro Comune).

In questo scenario devastato, la Puglia tiene. È un fatto. La Corte dei conti dice che i conti della Regione sono a posto e l’Europa promuove il piano d’investimenti delle risorse comunitarie attuato dalla Puglia. Non siamo l’eden ma neppure l’inferno. Governare in tempi di crisi non è semplice, i tagli sono ferite inferte al corpo vivo delle comunità, anche se non tutte le comunità sanno per tempo vedere ciò che è meglio per loro.

Anche Conversano deve fare i conti con le proprie responsabilità nel declino politico, sociale e culturale che da tempo la trascina alla deriva. Aveva persone oneste, preparate, sinceramente innamorate del proprio paese…ha scelto altrimenti, puntando sul nulla. Ripeterà lo stesso errore alle primarie? Alle prossime elezioni comunali? Non siamo immemori. Non vogliamo starcene in disparte.

 

Lucia Cacciapaglia
Coordinamento SeL conversano 

Commenti 

 
#4 red joe 2012-11-21 19:35
sinceramente è condivisibile quello che cacciapaglia ha descritto, questa città ha bisogno di una nuova rivoluzione. Gli anni 50 e 60 con tanti problemi i nostri padri hanno creduto e lottato per un mondo migliore, ma l'affarismo, l'avidità ha dominato la scena con risultati catastrofici.
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#3 Oppure Vendola 2012-11-20 12:34
Sostenere innanzitutto chi è Pugliese di nascita e chi ha dimostrato con i fatti di tenerci alla nostra regione è un obbligo morale!
Andate oltre la superficialità di una politica che ci ha finora governato da despoti..
Andate a guardare nel concreto cosa dicono i dati sulla Puglia..ascoltate le parole di chi..con fatica si impegna a darci una nuova idea di Politica,quella più sana e più giusta..quella che per anni è stata solo strumento di pochi, per il bene di pochi
Sosteniamo con forza e cognizione Nichi Vendola..l'unico in grado di rilanciare una politica che abbia al centro le persone e i nostri bisogni primari!!

Altrimenti resteremo nel solito limbo di chi non ha un'idea..e di chi governa per se stesso!!

Grazie Nichi per aver riportato la Politica e gli ideali di una vera Sinistra!!

La poesia è nei fatti!!
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#2 Vittorj 2012-11-20 10:45
Grande Lucia se non fosse che hai appena toppato su Di Pietro. Hai sintetizzato con eccellente dovizia lo stato dello stato. Di persone innamorate del nostro paese (Conversano) ve ne sono, purtroppo, pochissime e per fortuna loro, sono fuori da questa marcia casta politica che anche qui, depreda gli umili e sparge sugli abbienti e su chi tale vorrebbe diventare. Comunque resti una gran donna.
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#1 nifrio 2012-11-20 08:40
voterò Renzi, non è ambiguo.
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