Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Vicenda IMU: Città Aperta chiede le dimissioni di "chi aveva il dovere di tutelare la Città"

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Ancora una volta l’Amministrazione Lovascio mostra di affrontare la gestione della cosa pubblica con una tale sciatteria e superficialità da farla apparire assolutamente incapace a svolgere il ruolo che le è stato affidato dai cittadini cinque anni fa. Per fortuna che le elezioni sono vicine!

Il pasticcio in cui si è ritrovata per il ritardo con il quale è stato approvato il bilancio di previsione nonché la revisione del regolamento sulle aliquote IMU, potrebbe comportare delle conseguenze gravi per la gestione finanziaria del nostro Comune come prospettato dalla nota trasmessa dal Ministero dell’Economia.

Senza entrare nel merito sulle questioni tecnico-giuridiche che potranno determinare l’evolversi della situazione in senso positivo o negativo, rimane la grande responsabilità politica dell’Amministrazione Lovascio che per mesi, nonostante innumerevoli incontri di maggioranza, non è riuscita, al suo interno, a trovare un accordo su come far quadrare i conti del bilancio, rinunciando a qualunque tipo di taglio, a cominciare dai contributi a pioggia dati in chiave propagandistica e clientelare, ma individuando nell’aumento delle tasse ai cittadini l’unica soluzione ai problemi finanziari.

Tutto questo ha comportato lo slittamento dei tempi di approvazione oltre il termine del 31 ottobre, e all’adempimento dell’obbligo di legge esclusivamente sotto diffida prefettizia pena la decadenza dell’intero Consiglio Comunale.

Sconcerta tra l’altro la dichiarazione del Sindaco pubblicata sul suo sito in cui dichiara di aver chiarito la faccenda col Ministero in quanto esiste una delibera di giunta in merito approvata nei termini di legge. Ancora una volta Lovascio ci crede cittadini poco attenti o crede di non esserlo lui stesso, in quanto il potere di regolamentazione in materia di aliquote tributarie spetta esclusivamente al Consiglio Comunale e che pertanto, una delibera di giunta non ha alcun valore legale.

Certo, se finalmente si fosse pensato di risolvere il pasticcio con uno studio serio delle “carte” individuando motivazioni giuridiche per poter ribattere alle osservazioni del Ministero anzicchè limitarsi a farsi accompagnare dai propri sodali politici, nella speranza di risolvere tutto a tarallucci e vino, ne avrebbe guadagnato l’intera città, almeno in termini di dignità e di serietà.

Conversano Città Aperta ritiene opportuno chiedere le dimissioni di chi aveva il dovere di tutelare la Città e i suoi abitanti.

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