Lunedì 19 Novembre 2018
   
Text Size

Il sen. Liuzzi difende i produttori cerasicoli nel Senato della Repubblica

Conversano- Il senatore Liuzzi difende i produttori cerasicoli

Il senatore Liuzzi è intervenuto in difesa della categoria dei produttori cerasicoli nell’aula del Senato della Repubblica. Il senatore Liuzzi è stato eletto al Senato della Repubblica nella lista di Forza Italia. Il senatore Liuzzi è stato eletto nel 2013 nella lista del Popolo delle Libertà e ha poi aderito al gruppo di Forza Italia. Il senatore Liuzzi dal 3 giugno 2015 è iscritto al gruppo dei Conservatori e Riformisti. Il senatore Liuzzi è membro della 7° commissione permanente Istruzione, beni culturali; della 14° commissione permanente Politiche dell’Unione Europea, e della Commissione parlamentare di inchiesta e sulla morte di Aldo Moro.

Ecco il testo dell’intervento del senatore Liuzzi:

«Sig. Presidente e sigg. senatori, nelle ultime settimane è esploso in Puglia il caso ciliegie; i prezzi alla produzione sono scesi vertiginosamente fino a 0,80 euro al kg. Per chi non è addetto ai lavori, va specificato che trattasi di un prezzo per nulla remunerativo, irrisorio rispetto alle risorse impiegate e al tempo di coltivazione, mortificante della professionalità dei coltivatori. Specifico inoltre che i costi di produzione di un ceraseto – ipotizzando una produzione media di 8- 10 tonnellate per ettaro evidenziano marcate oscillazioni da 17.500 a 30mila euro. Nella nostra regione, dove è nata la pregiata varietà denominata “Ferrovia”, nell’analisi dei costi vengono prese in considerazione tutte le voci del conto economico che si riferiscono alla manodopera familiare, alla manodopera salariata, alle materie prime, ai costi indiretti agli interessi passivi bancari, alle quote di ammortamento e agli oneri assicurativi. Traducendo quindi il costo per ettaro in quello per chilogrammo si passa da 1,80 euro per le varietà meno pregiate a 2,80 euro riferiti alla varietà Ferrovia. E’ chiaro che le esclusive operazioni di raccolta del prodotto incidono per il 50% dei costi stimati. E’ pertanto evidente che il prezzo alla produzione che quest’anno è sceso a 80 centesimi al chilo è notevolmente al di sotto del costo della produzione, infatti, nel caso della ciliegia Ferrovia, si è sotto di 2 euro- molto più realmente in Puglia si produce a 1,50 kg- che determinano una perdita netta che sta tra i 15 euro e i 30mila euro. In sostanza, sigg. senatori, il produttore pugliese di ciliegie se si avventura a raccogliere il frutto dall’albero perde tanto danaro. Gli conviene non raccogliere i gustosi frutti e lasciarli marcire sotto i rami: E’ questa decisione, francamente, non ha tutta l’aria del paradosso, se non proprio della beffa ? Nell’anno di Expo, ad esmepio, non suona come ossimoro il messaggio ecologico e salvifico del cibo che nutre il Pianeta ? Ma i coltivatori di Sammichele, Turi, Conversano, Castellana, Casamassima, Rutigliano, Putignano, Noci e Alberobello- per rimanere nell’area tradizionalmente vocata alla cerasicoltura, per non parlare anche di Bisceglie e altri centri del nord barese- hanno alternative oggi per evitare la tragica scelta ? Hanno altre prospettive che li inducano ad adoperarsi per organizzare la raccolta ? Quanto è lontatan dai frutteti di Puglia la poetica del “Giardino dei ciliegi” di Checov ? Si racconta che il cultivar “Ferrovia” sia nato negli Anni 30 a margine dei binari della linea ferroviaria delle società Sud Est. Su quella ferrovia hanno viaggiato le speranze e i progressi dei pugliesi. Si dice che i prezzi vengano imposti da un cartello di trader, che quest’anno la concorrenza del prodotto proveniente da Grecia e altri paesi mediterranei sia agguerrita, che le organizzazioni di categoria fanno poco o nulla per salvaguardare i prodotti della filiera. Insomma, sono tante le cause, le concause, gli accidenti che tediano l’intero sistema. Ma la mortificazione è tanta. Occorre che la Regione Puglia, il Ministero dell’agricoltura e le comunità municipali interessate si mobilitino ed escano dalla condizione di rassegnazione, promuovano iniziative proattive, utilizzino saggiamente le risorse messe a disposizione dell’Unione Europea. Necessita cioè di intervenire per sostenere il settore, anche adottando misure finanziarie di contribuzione a parziale ristoro delle fatiche dei veri protagonisti della coltivazione delle ciliegie. E’ urgente nella cerasicoltura mettere insieme intelligenze, valorizzare i talenti e le eccellenze, prima che sia troppo tardi, prima che accada ancora la crisi di questi giorni.»

  

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI