Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Conversano: Pensare Democratico critica il Reddito di Dignità della Giunta Regionale

Conversano- Pensare Democratico

 

Alfredo Violante e Rino Ranieri hanno scritto un documento critico nei confronti del reddito di dignità promosso dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Il documento è pubblicato sul sito http://www.pensaredemocraticoconversano.it.

 

Il reddito di dignità

Il reddito di dignità è una misura volta a sostenere il reddito delle famiglie in stato di povertà. 20 mila famiglie saranno oggetto dell’intervento ogni anno per un totale di 60mila cittadini pugliesi.  Il valore del trasferimento monetario a titolo di reddito di dignità è pari a 600,00 euro. La Giunta Regionale guidata da Michele Emiliano ha stanziato 70 milioni di euro per il reddito di dignità. Il reddito di dignità è finanziato con il fondo sociale europeo, con i fondi nazionali e con il bilancio regionale. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha escluso il reddito di dignità dal novero delle politiche assistenziali. Il reddito di dignità è una politica promozionata dalla sinistra supportata anche da altre forze politiche.

 

Violante e Ranieri di Pensare Democratico criticano la politica della Regione Puglia

Violante e Ranieri considerano il reddito di dignità una misura sbagliata sotto il punto di vista politico, amministrativo, per le ricadute occupazionali ed anche per la strategia interna al consiglio regionale.

Violante e Ranieri considerano il reddito di dignità una misura assistenzialistica. I pensatori democratici ritengono il reddito di dignità uno strumento dialettico in funzione anti-pentastellare. I due democratici conversanesi valutano il reddito di dignità una misura avente scarsa capacità di agire per la crescita occupazionale e formativa per le storture praticabili dai percettori. Violante e Ranieri sono scettici circa il funzionamento del reddito di dignità a causa dell’efficienza bassa di politiche simili eseguite dalla Giunta Vendola come i “Cantieri di Cittadinanza”. I pensatori democratici ritengono la politica della giunta regionale guidata da una prospettiva di superare la capacità politica propositiva del il M5S.

 

Il documento di Pensare Democratico

E’ riportato di seguito il documento politico di Pensare Democratico Conversano.

 

« La Giunta regionale pugliese ha approvato il Reddito di Dignità che ha un acronimo, ReD, che più “rosso” non potrebbe essere.

 

Per una analisi dettagliata del provvedimento occorrerà attendere il testo definitivo che sarà licenziato dalla Giunta e soprattutto quello che sarà deliberato in Consiglio regionale poiché potrebbero esserci delle modifiche al testo originario.

 

Le considerazioni che facciamo, dunque, hanno più il senso di richiamare l’attenzione su alcuni aspetti “politici” del provvedimento per come allo stato conosciuto che esprimere una valutazione conclusiva.

 

1.    Il provvedimento, per come è stato strutturato, ha tutte le caratteristiche di un intervento assistenziale di welfare passivo con debolissimi strumenti di facilitazione del reinserimento o dell’inserimento nel mondo del lavoro. Non lo si può dire ad alta voce perché sarebbe contro la normativa europea, ma è proprio così. Intendiamoci, la decisone adottata dalla Giunta Emiliano è apprezzabile perché prova ad affrontare un problema drammatico e a fornire una qualche soluzione ai problemi immediati di sopravvivenza delle fasce più povere della collettività. Infatti,  benché la rigidità delle norme per mantenere il diritto per tutto l’anno sia evidente e rappresenti una indispensabile chiave di successo per il mantenimento dell’iniziativa nel tempo, non si può negare che in realtà sia i tirocinii professionali sia i corsi di formazione sembrano essere solo un pretesto per la elargizione del contributo piuttosto che una vera opportunità per il  rientro (o l’entrata) al lavoro.

2.    Le dichiarazioni di Emiliano, abbastanza improbabili, secondo le quali nel giro di 5 anni sarà possibile somministrare l’importo a tutti i 320.000 pugliesi in stato di povertà confermano in maniera inequivocabile la vera natura del provvedimento, poiché non è pensabile che i 60.000 beneficiati nel 2016 potranno trovare lavoro nel corso dell’anno tanto da essere agevolmente sostituiti da un uguale numero di poveri l’anno dopo e così via. In realtà il contributo a fondo perduto allevierà il disagio di una fascia consistente di cittadini pugliesi e sarà estesa a rotazione di anno in anno. Una sorta di conservatorismo compassionevole alla George Bush junior, per intenderci. O una universalità parziale, se ci passate l’ossimoro.

3.    Un rischio è anche quello di creare nei beneficiati una serie di aspettative così forti da non poter essere superata l’anno successivo e da pregiudicare la governabilità complessiva del percorso.

4.    Infine, anche nel nome il Red prende a riferimento lo stato di “sub-dignità” dei beneficiandi. Gli analoghi provvedimenti varati dalla Giunta Vendola, che non sembra peraltro abbiano avuto particolare successo, nelle loro definizioni (“Lavoro minimo di cittadinanza” e “Cantieri di cittadinanza”) segnalavano la relazione tra lavoro e cittadinanza, richiamando implicitamente l’art.1 della Costituzione secondo il quale l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, e provavano a prefigurare misure di welfare attive per il contrasto alla povertà.

 

5.    Per concludere: da sospettosi quali siamo stiamo maturando l’idea che in realtà obiettivo di Emiliano sia quello di inserire elementi di contraddizione in seno al M5S così come lui stesso aveva fatto a suo tempo sia proponendo loro alcuni assessorati, sia addirittura indicandoli per qualche giorno come Assessori regionali nel sito della Regione. Se così è, è probabile che anche in questo caso il fine giustifichi i mezzi; ma noi intravediamo distintamente il rischio di una eterogenesi dei fini.» 

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