Domenica 18 Novembre 2018
   
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PRIMARIE, INTERVISTA A RANIERI

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Ore 17,20 circa. Piazza Moro, o Piazza Carmine per i più, è per un giorno cuore della politica conversanese. Sono in corso le consultazioni di popolo per eleggere il segretario nazionale e regionale del Pd. O meglio, è in corso un passaggio verso la scelta dei leader. Perché, onestamente, in pochi hanno capito il meccanismo di questo congresso. Cogliamo l’occasione per fare due chiacchiere con Rino Ranieri, segretario locale del Partito Democratico.

Segretario, non abbiamo ancora i dati ufficiali, ma l’affluenza sembra più  scarsa rispetto a due anni fa, quando sin dal mattino le code erano lunghe. Oggi invece sembrerebbe di no.

“Probabilmente l’affluenza è stata più fluida, facilitata dalla presenza di tre urne elettorali. Rispetto alle 1200 circa presenze della scorsa volta siamo su percentuali abbastanza alte. Alle 17,00 avevano votato circa 800 persone. Siamo in linea, nonostante il clima e un disinteresse ed una disaffezione generale. Ma c’è un rovescio della medaglia, dato dalla voglia di partecipare e di dire la propria. Ed anche se ci sono state critiche, proprio grazie a questa alta partecipazione capiamo che le contestazioni sono date dalla grande affezione che la gente ha verso questo partito”

Ma questa affezione di cui lei parla, è un qualcosa di spontaneo o dobbiamo pensare che sia il risultato delle spinte della lobby presenti nel partito? La gente viene liberamente a votare o lo fa per favorire gli “amici degli amici”? La gente ha ancora fiducia in un partito che spesso parla la stessa lingua del Pdl, che sullo scudo fiscale non si presenta, e che a volte non riesce a votare unito, vedi il caso Binetti?

“Non mi risulta che ci siamo strane manovre, dove si accompagnano le persone a votare o non le si fa pagare. Credo che dobbiamo cominciare a capire cosa è  il Pd. Chi si lamenta perché non è troppo a sinistra o perché  non è troppo al centro deve capire che il Pd è una creatura nuova. Noi volgiamo costruire uno strumento nuovo, che si affaccia su due filosofie: quella delle coalizioni e quella dell’andare da solo. Questo però è tutto da valutare, ricordando il coacervo che era diventato l’Unione. Il Pd deve creare un grosso punto di aggregazione che a seconda dei territori può avere ragionevoli alleanze. E che abbia nello stesso seno la Binetti da una parte e, per esempio,  Marino dall’altra. Bisogna definire quali sono gli argomenti dove ci si può esprimere secondo la coscienza singola, oppure no. nel partito non c’è ancora stato il tempo di discutere di ciò. Sta di fatto che c’è molta fiducia da parte della gente. Se poi ci sono di mezzo i potentati, queste sono cose che durano il tempo di un mattino, perché oggi stanno da una parte, domani dall’altra. Ma così non è. Abbiamo buone prospettive, dando spazio ad un nuovo quadro dirigente. Chi ha già dato, e magari ha anche sbagliato, è ora che si faccia da parte per un rinnovamento vero negli uomini e nelle idee”.

Ma quale è la vera utilità delle primarie? Spesso assumono una sembianza demagogica e possono apparire come una mancanza di capacità  da parte dei partiti di prendere posizioni e fare scelta. Inoltre, oggi si convoca l’elettorato, ma durante il resto dell’anno le iniziative pubbliche per coinvolgerlo attivamente scarseggiano.

“Non condivido i meccanismi che oggi regolano queste elezioni, ma mi adeguo perché rispetto le regole che ci sono. Detto questo è la misura delle primarie che va capita. Innanzi tutto, a mio parere, le primarie sono utili quando bisogna individuare uomini per ruoli monocratici, come il sindaco ad esempio. Ovviamente sui programmi e sui progetti, e non sulle simpatie. Ecco allora che le primarie cambiano di significato, se fatte con la logica del costruire, affermando una democrazia dal basso. Il limite attuale delle primarie deriva dall’humus culturale che si è creato. Sulla scarsità di iniziative, diciamo che sono un campanello d’allarme, perché si poteva fare di più e meglio, però per la logica dell’avvelenamento dei pozzi d’acqua, capita che in alcune occasioni, gruppi dello stesso partito non solo non hanno collaborato alle iniziative, ma hanno invitato la gente a non partecipare. Bisognerà lavorare a dare fiducia a quelle persone che accettano di riconoscersi in un gioco di squadra accantonando le spinte personali. Mettendo per me primo in discussione”.

Commenti 

 
#2 L4c4p4g1r4 2009-10-26 13:16
sbagli ('gl' come in 'glauco')
ma non è sorprendente da uno di FN
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#1 daniele-bucco@libero.it 2009-10-25 22:38
anche il PD ha rotto gli argini o sbaglo?????????
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