Venerdì 16 Novembre 2018
   
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INTERVISTA A VITANTONIO BONASORA

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RUBRICA PROGRAMMI IN CHIARO. COMINCIAMO DA BONASORA.

 

Al fine di dare forma e chiarezza ai programmi elettorali dei quattro candidati locali in lizza per un posto nell’assise regionale, abbiamo pensato ad un intervista che preveda le stesse domande per tutti. Nello specifico, ci siamo soffermati sui problemi macroscopici della nostra cittadina, convinti del fatto che l’elettorato conversanese voglia sapere quali siano le proposte di cui gli aspiranti consiglieri si faranno portavoce in Via Capruzzi.

Vitantonio Bonasora, consigliere regionale uscente. Correrà, al fianco di Vendola, per la lista Sinistra ecologia e Libertà.

Uno degli aspetti su cui si gioca la partita elettorale è la sanità. Quali sono le prospettive per il nostro ospedale?

Il Presidio ospedaliero di Conversano è oggetto di continui investimenti ed ammodernamenti sia strutturali che tecnologici. Lo è stato in tutti questi cinque anni e continuerà ad esserlo.  Esempi evidenti di tale attenzione sono la Tac, il Pronto soccorso e l’unità per la procreazione medicalmente assistita. In particolar modo vorrei soffermarmi sulla Tac, poiché i miei avversari sostengono che non funziona a causa della mancanza di personale. Per quanto riguarda il personale, la radiologia di Conversano, oggi, non dipende più da quella di Monopoli ma è autonoma e, per di più, ha un collegamento funzionale con il San Paolo di Bari. Proprio questo collegamento ha portato allo “Iaia”, a integrazione e supporto dell’equipe già esistente, un anatomopatologo, un chirurgo oncologo, un chirurgo plastico e uno psicologo dedicati. Inoltre dall’aprile 2008 il reparto è anche polo per lo screening senologico. Venendo al funzionamento della strumentazione, dati alla mano, dal primo febbraio 2010 abbiamo un totale di 2386 esami. Questi dati sono la prova provata del come oggi quell’ospedale comincia a vivere di vita propria dotandosi di piccoli gioielli d’eccellenza e non ha più una saracinesca abbassata come nel 2005. È ovvio che il nostro obiettivo è continuare in tale direzione.

Le sue proposte inerenti le politiche sociali?

La Regione Puglia è una delle prime regioni in Italia ad aver creduto nell’investimento nel sociale. Bastano anche qui pochi dati: dai 5 euro del 2005 siamo arrivati, nel 2010, a 29 euro di spesa pro-capite. I piani sociali di zona, che sono gli strumenti attraverso i quali la regione incentiva i comuni ad intervenire, hanno visto crescere la soglia degli investimenti da 120 a 499 milioni di euro. Si aggiunga poi la campagna di alfabetizzazione informatica per i disabili; lo stanziamento di un assegno di cura di 500 euro mensili affinché il congiunto disabile possa essere assistito e curato in casa; la dote per i primi 36 mesi di vita di ogni bambino;  2400 euro mensili da investire in servizi per le giovani coppie. Tutti questi dati, sono esempi di come la Regione Puglia abbia ritento la persona non un problema ma una risorsa, e di come abbia fatto della lotta al disagio la propria priorità. C’è stata una vera rivoluzione copernicana e, beninteso, in questo contesto di benefici rientra anche il Comune di Conversano.

Veniamo alle politiche ambientali. Quali gli sviluppi per l’annoso problema di Contrada Martucci?

In primis, in Contrada Martucci non sarà mai realizzato un inceneritore: il ciclo integrato dei rifiuti dell’amministrazione Vendola prevede la cancellazione delle discariche su tutto il territorio pugliese e la realizzazione di impianti di alta tecnologia, che sostituiranno le cosiddette discariche di soccorso. Nello specifico, in Contrada Martucci abbiamo la presenza di tre impianti: quello di bio-stabilizzazione, già a pieno regime; quello di produzione di CDR, in fase di rodaggio; quello di preselezione del materiale proveniente dalla raccolta differenziata, che risale al mio mandato di Sindaco di Conversano, finalmente entrato in funzione. Entro il primo luglio 2010, data tassativa, la discarica dovrà essere chiusa, con la relativa bonifica delle aree, e sostituita da un piccolo “buco di soccorso” per i tre impianti. Entro tale data, il Comune dovrà acquisire le aree, poiché il Piano Regionale sui Rifiuti stabilisce che la titolarità dell’area dove insistono gli impianti deve essere pubblica, la gestione privata. Tuttavia già oggi, nella voragine Martucci non finisce più un grammo di rifiuto “tal quale”, ma solo rifiuti trattati nell’impianto di bio-stabilizzazione, il che segna un passo avanti sul piano ambientale.

La sua idea sull’impianto carburanti di Via Gobetti?

Conosco poco la questione, bisogna valutarla con attenzione. Se, e sottolineo il se, da una parte esiste il diritto, dall’altra deve esserci un’attenta valutazione politico-sociale sull’impatto ambientale dell’opera, considerando che il piano regolatore è vecchio di quasi trent’anni e che, nel corso del tempo, le esigenze e le attese della comunità –  nonché gli assi di sviluppo della città – sono cambiati. Insomma, l’appello è al buon senso della classe politica.

Dobbiamo aspettarci il ritorno al nucleare?

No agli inceneritori vuol dire no al nucleare. Un rifiuto che rientra in un modello di sviluppo, su cui abbiamo investito moltissimo, fondato sulla produzione di energia pulita. In questi cinque anni siamo diventati la prima regione per la produzione di energia eolica e la terza per la produzione dell’energia fotovoltaica. Siamo stati così bravi che ne produciamo una quantità maggiore rispetto al nostro fabbisogno; in tal modo siamo riusciti a diventare fornitori per altre regioni. Altri tasselli di questo modello di sviluppo sono la legge per la riduzione delle emissioni di diossina da parte dell’Ilva e la vittoria in sede di ricorso,  sancita dal Tar, contro la Norton (la multinazionale che voleva trivellare le coste alla ricerca di petrolio). Questo modello ci porta ad essere la Regione che supera Toscana ed Emilia Romagna nel campo del turismo, trasformando di conseguenza la Puglia in regione virtuosa e attraente sul piano degli investimenti. La Bosch non ha chiuso, anzi è pronta a diversificare la produzione in ragione degli investimenti nell’energia pulita. Ed anche la Fiat ha retto all’ondata della recessione.

Scuola e Cultura.

Mente il governo tagliava e nella scuola e nell’arte, la Regione Puglia, pur non avendo competenza esclusiva in questa materia, ha continuato ad investire. Nella scuola, solo per quest’anno scolastico, sono stati messi in circolo 22 milioni di euro per consentire a 1500 insegnanti precari e ad altrettanti ATA di formare un esercito a sostegno delle attività didattiche. Per quanto riguarda l’arte, abbiamo creato l’Apulia Film Commission che ha fatto del nostro territorio una piccola Hollywood, un piccolo set cinematografico. Non è forse vetrina questa? Tornare indietro significa rinunciare alle prospettive di una Regione che ha conquistato con fatica una sua identità e una sua dignità.

Lavoro sommerso.

L’approvazione della legge 28/2006 contro il lavoro nero, riconosciuta dalla Comunità europea come legge qualificante e non solo simbolica, ha permesso di incentivare le imprese a regolarizzare i propri dipendenti. Il risultato è che 50mila lavoratori del settore edile e agricolo sono stati tirati fuori dal sommerso. L’altra legge regionale (13/2005) sull’apprendistato professionalizzante offriva un incentivo economico ai datori di lavoro che, senza soluzione di continuità rispetto al periodo di apprendistato, assumevano i lavoratori a tempo indeterminato. Risultato: 50 milioni di euro utilizzati per favorire il passaggio dei contratti dal tempo determinato a quello indeterminato; 20mila i lavoratori precari stabilizzati. Non è una lotta finita, ma è una lotta che sta producendo i primi risultati. Contestare questi dati non ha senso.

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