Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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INTERVISTA NICO MOTTOLA

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PROGRAMMI IN CHIARO

 

 

Nico Mottola, consigliere comunale e presidente del Circolo delle Libertà. Candidato nella lista “La Puglia prima di tutto” a sostegno della presidenza di Rocco Palese.

 

Uno degli aspetti su cui si gioca la partita elettorale è la sanità. Quali sono le prospettive per il nostro ospedale?

Vendola vinse le scorse regionali del 2005 discutendo di sanità, parlando di tassa sul dolore con le lunghe liste d’attesa, l’abolizione dei ticket. Discutendo sul piano “Fitto” e partendo proprio qui con un comizio in piazza Carmine parlò del nostro ospedale. Oggi la situazione è sotto gli occhi di tutti: depauperamento delle specializzazioni e dei posti letto; opere di maquillage, cioè di tinteggiatura delle pareti dei reparti e niente più, attrezzatura arrivata solo di recente e ancora imballata; carenza di figure professionali, cominciando dal personale infermieristico e socio-sanitario. Se Bonasora punta a chiedere i consensi sulla sanità, non può che rimetterci: per cinque anni per esempio ha parlato di un nuovo reparto di ostetricia. Ora, mi domando, nella condizione in cui è il nostro reparto, quale madre sarà disposta a far nascere il suo bambino in assenza di un’unità complessa, cioè quell’unità specializzata che dovrebbe essere sempre capace di far fronte a ogni tipo di emergenza del nascituro? Mi riferisco, solo per fare un esempio, alla chirurgia prenatale, Bonasora si limita a “vaghe” enunciazioni. A meno che non si voglia inaugurare a tutti i costi un reparto, disinteressandosi di tutte le prescrizioni di legge e mettendo a rischio la vita dei pazienti, come accaduto qualche anno fa’ a Castellaneta dove otto pazienti morirono perché, per la “fretta” di aprire a tutti costi il reparto, si scambiò l’ossigeno con altra sostanza che si dimostrò letale.  Allargando il punto di vista alla gestione e al bilancio della Regione, va costatato come Vendola ha creato il peggior debito della Nazione italiana con circa mille miliardi, che pagano i pugliesi, con le accise più care sulla benzina, sul metano, e fino a qualche giorno fa’ sulle addizionali Irpef. Inoltre tutti i cittadini, oggi, sanno bene come si siano ulteriormente allungati i tempi delle liste d’attesa. Nella migliore delle ipotesi, s’impiegano 12-15 mesi per eseguire una TAC e/o una mammografia. Se questa è la “Puglia migliore”, di certo siamo alla Sanità peggiore. Per non parlare, poi, della questione “morale”: le inchieste in atto nei confronti di Vendola e della sua Giunta, azzerata per le nomine dei dirigenti e gli scandali, tanto da aver rimosso in primis l’ex assessore Tedesco. Questo è il motivo per cui molti partiti di centro-sinistra non volevano la ricandidatura di Vendola. È importante non dimenticare questo passaggio. La questione morale pesava come un macigno, per la sua responsabilità oggettiva. La sinistra ha provocato il deficit per la moltiplicazione di poltrone e costi. Mi passi la battuta, siamo passati dalle “primarie” alle nomine dei “primari”. La politica deve stare lontano, molto lontano, dalle nomine: in sanità serve urgentemente più meritocrazia e meno partitocrazia. Io, se sarò consigliere regionale, mi batterò per questo principio. Servono meriti, concorsi, servono associazioni di cittadini a presidio e controllo dei servizi offerti negli ospedali, dalla pulizia, alle mense, al trattamento dei malati. Il malato deve essere al sempre centro di ogni politica sanitaria!

 

Le sue proposte inerenti le politiche sociali?

La tematica sociale è quella che da sempre mi sta più a cuore. Da quelle giovanili, a quelle degli anziani, alle donne, ai disoccupati, a tutti i soggetti definiti deboli o svantaggiati. Nel mio piccolo sono stato proponente, insieme ai consiglieri Lorusso e Giannini, di una variazione di spesa di circa 200mila euro da stanziare in aumento per i canoni di affitto alle famiglie con basso reddito, essendo gli incentivi erogati dalla Regione di molto  inferiori alle reali  necessità, solo briciole. Per le forme di contributi dati in questi anni a pioggia, il nostro obiettivo è passare dall’assistenzialismo alla strategia occupazionale: sappiamo che la gente non accetta un vitalizio inerte, vuole avere e dare, avere  dignità, vuole lavoro; per questo, nei prossimi giorni, attueremo strategie di recupero consolidate in incarichi socialmente utili, per esempio, servizi agli anziani, decoro del paese, dei bagni pubblici, innaffiare giardini, togliere l’erba dai monumenti e dai marciapiedi. Il vero problema è che, da cinque anni, Conversano vive una situazione di emarginazione dalla politica che conta a causa della mancata sinergia con la Regione: se esiste una scarsa interazione con le competenze territoriali superiori, solo perché non si ha stessa affinità politica, il paese difficilmente potrà recuperare quel gap che l’ha trasformato nella “cenerentola del sud-est barese”. La dimostrazione della vicenda “discarica” ne è la prova provata, l’emergenza fatta pagare ai conversanesi nei mesi scorsi, le bugie sulla chiusura e sulla messa in bonifica. Cinque anni di bugie. Spero che i conversanesi non dimentichino quello che accade.

 

Veniamo alle politiche ambientali. Quali gli sviluppi per l’annoso problema di Contrada Martucci?

L’impegno della Regione era di chiudere entro il 31 Dicembre. Si continua ad eludere il problema. E la puzza che si sente in giro per il paese è sotto il naso di tutti. La materia dei rifiuti è materia demandata alla Regione esattamente come la Sanità. Qualche prerogativa è attribuita per delega alle province. Prima di Natale, Sinistra e libertà si affrettò, dopo averci fatto inghiottire i rifiuti di Lecce e Bari, a fare manifesti  e mandare fax al Comune, promettendo che avrebbe chiuso la discarica e si sarebbe provveduto all’immediata bonifica. Nel frattempo dovevano partire i nuovi impianti e la Regione doveva verificare le condizioni perché entrasse a regime, secondo tutte le prescrizioni previste dalla legge, l’industria del cosiddetto rifiuto bio-stabilizzato. Conversano ha pagato un prezzo alto per oltre vent'anni: è nostra intenzione porre la parola “fine” allo sversamento dei rifiuti in discarica, puntando sulle nuove tecnologia in grado di utilizzare i rifiuti come risorse. Il candidato Bonasora è stato silente e silenzioso sulla vicenda; oggi, trova come unica strada quella della calunnia, accusando il Comune di Conversano di aver perso tempo. Noi ci stiamo occupando della discarica da ormai venti mesi e siamo giunti a fare chiarezza sulla questione annosa del ristoro ambientale. Infine, personalmente ritengo che la nostra città abbia tutti i requisiti per chiedere, in ragione dei danni d’immagine e non solo ricevuti, un decreto d’urgenza al Presidente del Consiglio dei Ministri ed alla Protezione civile al fine di ottenere un congruo risarcimento (per esempio la riduzione della tassa di rifiuti). Non è accettabile diventare ricettacolo dei rifiuti provenienti anche da tutta la Puglia, pagando uno scotto in termini di appetibilità turistica, senza essere in qualche modo veramente rispettati e risarciti. Preciso che ci sono precedenti recenti che hanno una storia similare alla nostra in tema di ambiente, e mi riferisco al Comune di Savignano Scalo che ha avuto la sospensione per due anni della tassa sui rifiuti e l’abbattimento dell’addizionale Irpef per i cittadini.

 

 

La sua idea sull’impianto carburanti di Via Gobetti?

Il mio parere personale è che è la localizzazione dell’impianto è stata inopportuna, Il mio Sindaco, in più riprese. ha chiarito la questione in sedute pubbliche. Spiegando la differenza tra un atto “gestionale”, cioè quello legato ai compiti degli uffici e dei dirigenti secondo le leggi vigenti, e un atto “politico”. La concessione di fare una benzina su un’area privata non è un atto politico.

 

Dobbiamo aspettarci il ritorno al nucleare?

Io dico che sono favorevole al nucleare ma non in Puglia, non a casa nostra. Esiste anche qui quel principio di solidarietà cui accennavo prima: la Puglia fa già la sua parte producendo una mole di energia alternativa (eolica e fotovoltaica) nettamente superiore al proprio fabbisogno. In linea generale, sono convinto che il nucleare sia una risorsa fondamentale: l’Europa (a iniziare da Francia, Germania e Scandinavia) nonché Obama – ritenuto un’icona della sinistra, che ha stanziato recentemente milioni di dollari per l’investimento sul nucleare – ci dimostrano come la scommessa sull’atomo sia indispensabile per uscire da una condizione di dipendenza dal petrolio. Le energie alternative sono importanti, ma le percentuali sono irrilevanti rispetto a quello che produce un reattore nucleare. Evitando ogni forma di preconcetto, sforziamoci di coniugare tecnologia e sicurezza.  In questo senso il mio impegno, se sarò consigliere regionale, sarà quello di obbligare gli edifici pubblici a convertire gli impianti attuali in impianti ad energia alternativa (pannelli solari e minieolico) e soprattutto a dare incentivi alle famiglie per rendere appetibile l’investimento oggi, secondo me, ancora dispendioso.

 

 

Scuola e cultura?

Vorrei ricordare che Vendola ha avuto il coraggio di spendere 6 milioni di euro per tre notti bianche e 38 milioni di consulenze. L’Apulia Film Commission? Non confondiamo l’estro di qualche autore con la politica culturale della Regione, la quale dovrebbe essere al servizio non dei partiti bensì dei meriti e dei talenti. Se questa è l’ipotesi di cultura proposta, non so chi potrà rassicurare quei genitori che di notti bianche ne fanno tante, tormentati dalle prospettive per i propri figli. La Puglia è entrata nel circolo vizioso della sopravvivenza: si pensa solo a “sbarcare” il lunario. I genitori sono preoccupati per il futuro dei propri figli. Venendo alla scuola, di sicuro non possono essere previsti tagli indiscriminati. Bisogna, però, innalzare la soglia di attenzione per prevenire ogni tipo di spreco di risorse, che nella scuola di sicuro ci sono: basta pensare alle baronie delle università, con cattedre e assistenze affidate ad amici, amanti e parenti. Ed infine, il progetto Bollenti Spiriti ha dato soldi ai raccomandati che non produrranno nessuna occasione “vera” di lavoro.

 

 

Lavoro sommerso

Il lavoro sommerso è una nostra arretratezza culturale. Va combattuto con veri e severi controlli. Da qualche decennio il problema si è ulteriormente acutizzato per effetto dell’immigrazione, specie quella clandestina, che – oltre a rappresentare il terreno fertile per la criminalità – produce inevitabilmente rapporti conflittuali con gli italiani che si vedono abbassare i livelli di garanzie occupazionali e conseguente trattamento economico. C’è chi approfitta del sudore di questa povera gente. Questo non vuol dire essere contro gli immigrati. Significa essere a favore di un’immigrazione regolata, come avviene in tutti i paesi occidentali. Gli immigrati e ce ne sono, devono integrarsi, devono avere fiducia, accettare e interscambiare con la nostra cultura e la nostra tradizione. Amare l’Italia e Conversano come la loro seconda Patria. Oggi sorrido e apprezzo quando sento immigrati che parlano il nostro dialetto. Questa è la vera integrazione, la vera rivoluzione culturale. La mia vicinanza ai problemi dell’immigrazione è data anche dalla mia proposta in Commissione Consiliare per la costituzione della Consulta per gli immigrati. Tuttavia senza giustificare niente e nessuno diventa finanche comprensibile che oggi un imprenditore trovi delle scorciatoie allorché fronteggi la concorrenza sleale, quella per esempio dei prodotti contraffati venduti a prezzi irrisori speculando sul costo del lavoro. Siamo di fronte ad una “guerra tra poveri”, risolvibile partendo dall’intensificazione dei controlli a tutti livelli, da quello nazionale a quello locale. Non ultimo, ma per me decisamente il più importante, il tema sicurezza: dobbiamo riappropriarci del territorio perché senza sicurezza, non c’e’ futuro, senza sicurezza  non ci saranno mai né nuovi  investimenti e occupazione né libertà.

Commenti 

 
#3 L4c4p4g1r4 2010-03-19 22:32
Gianvo: dicono nei paesi anglosassoni "it takes one to know one"
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#2 Gianvo Fanelli 2010-03-17 22:06
Ed infine, il progetto Bollenti Spiriti ha dato soldi ai raccomandati che non produrranno nessuna occasione “vera” di lavoro.


Giustifichi questa affermazione.
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#1 L4c4p4g1r4 2010-03-16 16:02
Che mosceria 'sti candidati cittadini. Questa sarebbe la nuova classe dirigente ? Co(s)mico!
Se non sono troppo velleitari e pieni di sé, penso che la loro utilità è unicamente quella di non disperdere voti. Magari con la promessa di un posto di sottogoverno.

Il fatto che dal partito che ha annoverato tra le sue fila le note valentissime escort (e7o ragazze-immagine) del cime-di-rapa-gate giungano lezioni di meritocrazia mi pare il massimo dello puro sprezzo del ridicolo (esilarante spudoratezza ?) :P
Ci spieghino gli alti meriti dell'on. Savino alla luce delle recenti inchieste, piuttosto.
Le ex colleghe candidate (D'Addario et al.), guarda caso, proprio a drogare gli appalti relativi alla Sanità della quale poi ci si lamenta (per finta), tanto poi il fratello di Fitto impianta protesi vendute dalla ditta dei Tedesco e sono tutti contenti;
chissà quelle fetenti del Tarantini, l'amico dell'On. di cui sopra...
[rivedere puntata di Report, con mazzate a 360°: ci sono pure le cliniche conversanesi]

Perché tacere, poi, dei buchi causati dalla coppia di comici Fitto-Palese che fan finta di non ignorare gli impegni causati dai prodotti finanziari che hanno sottoscritto perché non sanno l'inglese...

Per non parlare dell'altra storia storia del nucleare "sì, ma non in Puglia". :-) ahahahahaha ma chi ve le scrive? Ricci ?
Quante zone sicure (o poco sismiche) abbiamo in Italia ?
intellegenti pauca... ;-)
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