Sabato 17 Novembre 2018
   
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INTERVISTA A SAVERIO DI PALMA

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Al fine di dare forma e chiarezza ai programmi elettorali dei quattro candidati locali in lizza per un posto nell’assise regionale, abbiamo pensato ad un intervista che preveda le stesse domande per tutti. Nello specifico, ci siamo soffermati sui problemi macroscopici della nostra cittadina, convinti del fatto che l’elettorato conversanese voglia sapere quali siano le proposte di cui gli aspiranti consiglieri si faranno portavoce in Via Capruzzi.

 

Saverio Di Palma, correrà, al fianco della Poli Bortone, per la lista dell’UDC.

 

Uno degli aspetti su cui si gioca la partita elettorale è la sanità. Quali sono le prospettive per il nostro ospedale?

 

L’ospedale di Conversano, nato come punto di riferimento dell’intera provincia, è ormai un lontano ricordo. Anni or sono, l’Amministrazione Fitto né sancì il riordino, Vendola ne sta decretando la chiusura. Sono anni che si vedono costruzioni adibite ad ospedali,  rimaste incompiute (ad esempio Turi), in altre circostanze si punta all’estetica, al rifacimento delle pitture, degli intonaci, alla dotazione di nuovi letti e macchinari. Alla fine queste opere restano vuote e quindi inutilizzate, mancando l’Ente di autonomia gestionale e di personale. Il nosocomio di Conversano, ahimè, vive uno dei momenti più brutti della propria storia. A prescindere da ciò che ci viene raccontato, sappiamo benissimo che le cose non stanno affatto così. Ormai i nostri figli nascono a Monopoli o Putignano,la Tacfunziona e non funziona, l’ortopedia è notevolmente ridimensionata, medicina è sempre affollata, la lungodegenza funziona su prenotazioni semestrali. In caso di necessità vengono di fatto prospettati trasferimenti in altre strutture sia fuori provincia che fuori regione. Le prenotazioni, ad esempio per le mammografie hanno tempi lunghissimi (15 mesi!). Qualcuno però nonostante sia bene informato racconta di illustri luminari della medicina, che verrebbero a sopperire alla carenza di medici e primari, con prestazioni a gettone e per alcuni giorni alla settimana. Tale scelta non solo non risolve i problemi, ma aggrava i costi della sanità atteso che un medico inviato in missione con incarico a gettone pare che costi circa 800 euro al giorno. Senza dimenticare che oltre a tutto ciò siamo anche rientrati nell’inchiesta Tarantini e Tedesco per l’acquisto di strutture medico-sanitarie! Non vi basta tutto questo per dire basta? Amici miei, se qui non si fa subito e seriamente qualcosa, l’ospedale di Conversano rimarrà solo un lontano ricordo, anche perché gli ultimi soldi spesi non erano stati stanziati dalla giunta Vendola, bensì dal suo predecessore.

 

Le sue proposte inerenti le politiche sociali?

 

La Regione Pugliain questi cinque anni ha realizzato ben poco in tema di politiche sociali. Basti vedere il degrado nel quale versano intere periferie di città. Creare le strutture idonee ad accogliere migliaia di bisognosi ed offrire loro gli strumenti per uscire dall’emarginazione sociale sarebbe un tocca sana per tutti. Non si possono realizzare programmi una tantum per far vedere che qualcosa si muove e poi non pensare alla crescita delle iniziative intraprese. Non dobbiamo trascurare nessuna fascia sociale e d’età, per ognuno di loro bisognerà pensare al sostegno ed alla crescita umana. Non dimentichiamo che l’aumento della disoccupazione aumenta il degrado sociale. Bisognerà pensare a borse lavoro per i disoccupati, al fine di ridar loro una speranza di crescita, senza la quale è difficile restare sulla retta via e creare un nucleo familiare sano. In altri termini bisogna invertire la tendenza della precarietà continua e iniziare a pensare a come stabilizzare i giovani e i lavoratori in genere. A tal proposito viene da chiedersi come può una regione che ha sforato il patto di stabilità, nell’anno 2009, garantire centinaia di assunzioni nell’anno 2010, forse qualcuno scoprirà che è colpa di qualche altro la mancata assunzione, mentre chi governa oggi la regione aveva i soliti buoni propositi.

 

Veniamo alle politiche ambientali. Quali gli sviluppi per l’annoso problema di Contrada Martucci?

 

La discarica di Conversano è attiva, riceve rifiuti e nulla o quasi è cambiato rispetto a dicembre 2008, anzi è diventato insopportabile il fetore. Questo è un dato di fatto imprescindibile da cui partire per approfondirne la discussione, a differenza di quanto leggo e sento da candidati locali appartenenti alla coalizione di Vendola. Ci hanno, parlo dei conversanesi, ingannati in maniera plateale promettendoci la chiusura tombale della discarica di C.da Martucci entro il30 dicembre 2009. Il giorno precedente, con un atto commissariale (ultimo giorno di commissariamento per Vendola), hanno stralciato il tutto prolungando i termini a luglio 2010. Questa scelta manca di rispetto ad un’intera collettività e sarebbe opportuno che qualcuno se ne assuma le proprie responsabilità. Un buon politico dovrebbe tutelare gli interessi della collettività e non quella del singolo o del privato. Conversano ha già dato tanto in termini di inquinamento, è giunta l’ora di ribellarci e di rivendicare il nostro diritto ad aver un ambiente salubre nel quale crescere sani e dal quale riceviamo tanto per la coltivazione dei nostri prodotti agricoli. Secondo la mia conoscenza del problema ben altre sono le verità che circondano questo problema. Si sta giocando sulla non conoscenza da parte dei più di che cos’è un rifiuto bio-stabilizzato, come avviene il suo smaltimento in mancanza di produzione di CDR e prelievo della differenziata, per non parlare che questo scherzo costerà alla comunità di Conversano l’80% in più della Tarsu.

La sua idea sull’impianto carburanti di Via Gobetti?

 

Ritengo sia stata una delle peggiori scelte amministrative della giunta guidata dal sindaco Lovascio. L’impatto ambientale che ne deriverà è nulla rispetto alla pericolosità che un distributore di benzina può avere in una zona altamente abitata e frequentata. L’Amministrazione Comunale a fronte di una richiesta di rilascio di un permesso a costruire, avanzato per un impianto carburanti, se aveva veramente l’intenzione di evitare tale scempio poteva e doveva predisporre un piano carburanti, attraverso il quale regolamentare la dislocazione dei distributori fuori delle aree abitate. Riconoscere un errore è nella maggior parte dei casi un atto di grande maturità e responsabilità. Evidentemente queste sono caratteristiche che non riguardano gli attuali amministratori che ormai informano il Consiglio comunale e la città a cose fatte, mettendo poi in contropartita, alle loro scelte, potenziali ipotesi di risarcimento in caso di sospensione o revoca delle autorizzazioni.

 

Dobbiamo aspettarci il ritorno al nucleare?

 

No. Dobbiamo assolutamente opporci al nucleare come fonte di energia. In Puglia, grazie solo ed esclusivamente al coraggio di tanti imprenditori, le fonti di energie rinnovabili toccano percentuali d’eccellenza, tanto da essere tra le prime regioni d’Italia ad essere diventate praticamente indipendente. Questo è un dato confortevole ed imprescindibile, sul quale basare le nostra “difesa” nei confronti del governo nazionale, qualora lo stesso individui siti sul nostro territorio. Atti concreti dovranno essere prodotti dall’assise regionale, ma la compattezza e l’unione di tutti i pugliesi terrà lontano lo spauracchio nucleare. Ne sono certo.

 

Scuola e Cultura.

 

I transiti di popolazioni e culture diverse hanno lasciato alla nostra regione segni e monumenti eterni. Questi vanno tutelati, bonificati e pubblicizzati. La morfologia della nostra terra, la vicinanza al mare, le caratteristiche paesaggistiche rendono il nostro territorio tipico ed unico. L’unione tra tipicità e cultura rappresenteranno un vero volano di lancio per l’intero indotto turistico. Gli operatori di settore devono poter interloquire con l’Amministrazione regionale, producendo progetti concreti e a lungo termine. Questo produrrebbe tutela, occupazione e sviluppo.

VEDI ANCHE POLI BORTONE ALLA CONVENTION DI CONVERSANO CON DI PALMA

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