Lunedì 19 Novembre 2018
   
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RANIERI: 'POTREI LASCIARE A PATTO CHE'

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IL SEGRETARIO DEL PD A UN MESE DAL CONGRESSO

A poco più di un mese dal congresso del Pd di fine maggio, abbiamo incontrato il segretario Rino Ranieri per fare il punto della situazione interna al partito.

Considerato il risultato dell’ultima tornata elettorale, dove il risultato del Partito Democratico non è stato soddisfacente, quali sono per voi le prospettive immediate?

"A maggio ci sarà il congresso cittadino e saranno eletti i nuovi organismi. Io non ho mai nascosto che se ci fossero nuove intelligenze, soprattutto giovani, potrei lasciare a loro il mio posto, a patto che le si faccia crescere per bene e che le si sostenga."

Qual è la lettura dei dati elettorali che avete fatto?

"Si passa prima di tutto da un dato, ovvero che tutti si sono interessati del Pd, tutti parlano del Pd. Osservo, non per un fatto di critica, che giornali ed altro hanno parlato di noi. Evidentemente molti vedono le Pd un partito che può assumere un ruolo importante per il futuro.".

Ma il risultato è stato un po’ deludente.

“Io penso di aver conseguito un risultato insufficiente, ma non negativo. Dico questo per una ragione molto lineare. Noi abbiamo due dati su cui appoggiare il confronto: il primo è quello delle elezioni comunali, ed il secondo è quello delle provinciali. Alle comunali abbiamo preso 3.400 voti circa, ed avevamo in lista gente che hanno lavorato e con un seguito. Ma quello era il frutto di una situazione politica per cui molti hanno guardato al Pd, e qualcuno ha pensato di “intrupparsi” senza esserne convinto, tanto che subito dopo le elezione , una parte di questi candidati non li abbiamo più ritrovati. Ed anche nessuna delle figure della giunta proposta si è iscritta al Pd. Quindi i 3.400 voti li devo depurare da queste persone che sono scomparse. Ecco allora che alle provinciali abbiamo preso 2.000 voti, che hanno permesso l’elezione di Vitto. Matematicamente siamo scesi rispetto alle comunali, ma non è un dato né politico, né analitico. In realtà il Pd si andava assestando sulla sua forza vera, ovvero quella dei suoi iscritti effettivi. Di quei 2.000 voti, circa un 200 erano un seguito personale di Vitto su Conversano. In sostanza il Pd di Conversano potevamo considerarlo sui 1.800 voti. Ora, alle regionali abbiamo preso 1.600 voti, senza avere né un candidato di bandiera e né un candidato di servizio, e sostenendo abbastanza liberamente diversi candidati del Pd, e questo ha confermato un dato di insufficienza, ma non negativo.  A questi io devo aggiungere che pure qualcuno del Pd abbia sostenuto Bonasora. Il che non è uno scandalo perché ci possono essere tanti rapporti, o argomenti utili a giustificare. Quindi, tutto sommato siamo al risultato delle provinciali. Certo non è un grande risultato, però non lo vedo negativo.”

Ma su questo risultato può aver giocato il fatto che, come lei hai anche detto, non si sia sostenuto tutti un unico candidato? Loizzo e Decaro sono stati i più suffragati a Conversano. È possibile che questa non organicità nel partito sia stata un grosso handicap per voi?

“No perché, anche se Loizzo e Decaro sono stati i più votati, rispondendo anche a caratteristiche di provenienza, non dimentichiamo che abbiamo avuto altri candidati che a Conversano hanno superato le tre cifre. Quindi è vero che il grosso dei consensi si è concentrato su questi due candidati, ma anche altri hanno mostrato di avere riferimenti a Conversano."

VEDI ANCHE ROTUNNO: 'BISOGNA VOLTARE PAGINA'

Commenti 

 
#1 danielepasquale5@gmail.co 2010-04-23 17:02
Giusto lasciare il passo ai giovani.
Io proporrei, per condividere lo spirito delle primarie, di indire una votazione aperta a tutti per scegliere tra 4 0 5 candidati il nuovo segretario.
Se possibile tra questi almeno un candidato giovane ( ad es. sosterrei volentieri Alessandro Lomele o Francesco Solfrizzi).
Spero che, se questa democratica apertura al popolo dei "gazebo" fosse possibile, i giovani possano esprimere una sola forte ed autorevole candidatura.
Io, pur essendo tesserato, non ho votato piddì e non partecipo alle iniziative del partito.
Purtroppo non tutti hanno modo di essere utili e collaborare alle attività della sezione. Molti come me però seguono le vicende interne con interesse ed auspicano davvero che il piddì a livello nazionale possa RISORGERE ritrovando la sua giusta collocazione.
Io ritengo che essa non deve essere ondivaga.
Spero dunque che la si smetta di ascoltare le sirene del centro. Altrimenti si finirebbe per naufragare.
Definitivamente.
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