Venerdì 16 Novembre 2018
   
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PRIMO MAGGIO: I SINDACATI CHIUDONO LE PORTE

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I sindacati, cui – forse con un nostro ragionare da sempliciotti – spetterebbe il ruolo di rappresentare le lotte che storicamente hanno visto protagonisti i lavoratori, a Conversano chiudono le porte. Ed allora, a festeggiare il Primo Maggio ci pensano le giovani leve del centrosinistra, organizzando un sit-in davanti al monumento ai caduti sul lavoro ubicato nella villetta in via Mancini.

Tra i partecipanti il segretario del PD Rino Ranieri che così ha commentato la manifestazione: “Questo è il primo tentativo per aprire il dialogo tra tutti i giovani, indipendentemente da appartenenze e ideologie partitiche, poiché una comunità che non dialoga è destinata a essere amministrata senza condivisione. Abbiamo raccolto con piacere l’invito dei giovani del centro-sinistra, giacché riteniamo massimamente utile divulgare la storia delle lotte per l’emancipazione”.

LA LOTTA DEI LAVORATORI - Ricordare, certo, la lotta per migliori condizioni di lavoro – iniziata nell’America della metà dell’800 e poi traslitterata in Europa dall’Internazionale socialista – con i conseguenti massacri perpetuati ai danni di lavoratori e sindacalisti. Ma, stando al segretario del PD, è necessario ricordare soprattutto “La svolta che interviene dal secondo dopoguerra in poi, allorquando s’invera una rottura tra l’ideologia e il corso della società, nutrita di nuove politiche e varie correnti di pensiero. La storia ci insegna come le logiche della collettività si evolvono, e le ideologie devono confrontarsi con la realtà che corre a ritmi superiori a quelli delle dirigenze politiche”.

Ancora Ranieri chiarisce che: “Oggi si chiude una settimana importante, iniziata il 25 Aprile con la commemorazione della Liberazione su cui andrebbe innestata una profonda riflessione. Non è tollerabile dare l’esclusiva di eventi caratterizzanti la base valoriale sociale e civile di ognuno di noi, a uno schieramento piuttosto che all’altro. Non ha molto senso suonare la Canzone del Piave al posto di Bella ciao solo per il pregiudizio e l’errore storico che, quest’ultima, appartenga ai comunisti: si dimentica che è una canzone partigiana, e la compagine della Resistenza prevedeva anche la presenza di gruppi che nulla avevano a che fare con l’ideologia comunista, come ad esempio i “partigiani bianchi”, da cui nascerà la colona portante della futura DC”.

Discorso estendibile alla festa del lavoro: nessuno può arroccare dietro il gagliardetto del partito una necessità comune come quella della sicurezza e della legalità del lavoro.

'FAR RINASCERE IL VALORE LAVORO' - Significativo l'intervento del prof. Cesare Preti: “Un amico sindacalista stigmatizzava il senso di ‘festeggiare il lavoro’ quando ci sono tre morti al giorno. Questo mi ha portato riflettere sulla svalutazione, sulla perdita della centralità del lavoro; una centralità sancita dal primo articolo della costituzione. Lo spirito di queste manifestazioni – e di ciò che ad esse segue – è allora la spinta a far rinascere il ‘valore lavoro’, attraverso un cammino di condivisione e apertura al dialogo”.

Commenti 

 
#1 L4c4p4g1r4 2010-05-04 03:48
Citazione:
adoro il lavoro, ma detesto la fatica

(Enzo Del Re, cantautore molese)
www.youtube.com/watch?v=AgtpuQF-oWQ
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