Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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RENNA:"CONFIDO IN ANTONACCI E BLASI"

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Dalla conferenza stampa, tenutasi ieri mattina presso lo studio legale dell’avv. Mario Loiacono, è emerso che Antonio Renna, dopo aver partecipato alla fondazione del partito e dopo aver organizzato, financo logisticamente, le attività utili alla buona riuscita delle varie primarie, si è visto per il secondo anno negare la possibilità di aderire alla campagna di tesseramento del PD.

“Già nel 2009 – spiega l’avvocato Mario Loiacono, anch’esso tesserato PD – furono contestate a Renna le sue prese di posizione a livello provinciale; nulla per iscritto, tutto verbalmente. Nello specifico, lo si accusava di aver sostenuto una lista concorrente a quella del candidato ufficiale, Domenico Vitto. In realtà, la lista appoggiata dal direttore di Carta Canta, che indicava come candidato Rino Liegi, si qualificava come “lista civetta”, ovvero lista creata al fine di far convergere nel PD le preferenze di coloro che, per ragioni campanilistiche, non volevano votare un candidato polignanese. A ciò si aggiungeva il problema di alcune dichiarazioni critiche sull’assenza di democrazia all’interno del partito, fatte a mezzo del proprio giornale. In merito a quei fatti, Renna fu ascoltato dalla commissione dei garanti nel luglio 2009, ma da quella data nessuna risposta ufficiale è mai giunta”.

antonio-renna-2Quando qualche settima fa, in occasione dell’apertura del tesseramento 2010, Renna ha chiesto nuovamente di potersi iscrivere nella fila del partito, il segretario di circolo Saverio Ranieri – richiamando gli avvenimenti delle provinciali e le prese di posizione estremamente critiche del giornale – ha invitato lo stesso Renna ad inoltrare al circolo una mail in cui chiedeva ufficialmente l’accesso al tesseramento; mail che sarebbe stata premura del segretario inoltrare, in allegato alla sua relazione, ai Garanti, gli unici a poter esprimere parere vincolante in merito.

“Sono stati esperiti tutti i tentativi  di approccio bonario – precisa Loiacono – ma nessuno  ha voluto prenderli in considerazione. Auspichiamo di poter avere un confronto con il Comitato dei Garanti in modo da chiarire definitivamente la questione”

Renna dal canto suo chiarisce che: “Non si tratta di mania di protagonismo, né di una lotta contro il partito. Io credo nel PD e nei suoi valori e, venendo da una lunga militanza nella sinistra, sono convinto che possa essere una forza di rifondazione civica del Paese”.

Quanto agli articoli incriminati pubblicati su Carta Canta: “Le critiche avanzate sono state prettamente politiche. Più volte ho precisato che siamo stati il giornale che fatto una compagna stampa contro le nequizie del centro-destra e che ha sottolineato le azioni nevralgiche della giunta Vendola, con particolare attenzione proprio agli stessi assessori del PD. Sul piano locale, è vero, abbiamo rilevato una gestione problematica del circolo, ma abbiamo sempre concesso il diritto di replica. Questo atteggiamento, che ho vissuto come una violenza alla mia esperienza e dedizione  politica, si inserisce nel generale clima di censura. Io rivendico il diritto di fare minoranza: al di là dei numeri ci sono le idee che non sono di maggioranza o di minoranza, bensì si dividono in buone o cattive. Confido nell’eleggendo segretario provinciale, Vito Antonacci, e in Blasi – che ha già dimostrato la sua sensibilità verso il malinteso – affinché possano risolvere questa situazione, nata probabilmente dal fatto che il PD, quale partito neonato, a livello locale offre il fianco ad un deficit di democrazia”.

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