Giovedì 15 Novembre 2018
   
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ESCLUSIVA. INTERVISTA AL NEO CONSIGLIERE CORONA

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Il consiglio comunale di stamattina ha visto il debutto nella massima assise cittadina di Michelangelo Corona, 37 anni, secondo dei non eletti per “Il Centro”. Subentra a Saverio Lonero, leader della lista civica che nelle scorse amministrative aveva sostenuto Lovascio per poi passare all’opposizione, dimessosi dopo trenta anni di consiliatura. Lo abbiamo intervistato per cominciare a conoscerlo.

Cons. Corona, dal punto di vista emozionale come è stato il suo ingresso nel consiglio comunale?

L’emozione l’avevo un po’ già smaltita dal giorno delle dimissioni di Lonero, ma ero pronto perché c’era molta gente che lo aveva previsto. Per me è come una sostituzione con la quale l’allenatore manda in campo il secondo o il terzo portiere perché si è a risultato già acquisito.

Vuole dire che potrebbe non essere decisivo il suo apporto ai lavori consiliari?

C’è un gruppo di governo che va avanti con decisioni poco allargate, tanto da sollevare critiche all’interno della maggioranza stessa. Io stesso sono stato con loro sui palchi della campagna elettorale, e c’è un motivo se oggi mi trovo dall’altra parte. Questo, sommato all’assenza di un dialogo omogeneo e continuo tra le forze di opposizione, non credo che possa portarmi ad essere incisivo.

E questa è l’ottica delle dimissioni di Lonero?

Si, perché quando non puoi mettere in pratica quello che hai imparato e quello che sai, allora ti fai da parte per permettere a qualche altro di imparare. E in queste condizioni, dove non puoi essere incisivo, ha deciso di fare un passo indietro.

Qualcuno sostiene che anche se non sarà tra i banchi del consiglio, il peso di Lonero si farà sentire lo stesso.

Noi siamo compagni di squadra, ed è ovvio che le dimissioni di Lonero non comportano una sua uscita di scena dalla politica di Conversano. La lista “Il Centro” continua ad esistere, e dunque anche la sua presenza persiste e persisterà indipendentemente dalla mia persona e quella di Berardi (ndr, altro consigliere della stessa formazione politica).

Quali sono le cose che dal suo punto di vista non vanno bene nella gestione della cosa pubblica di questa maggioranza?

Non voglio entrare nelle valutazioni più tecniche a riguardo di questa maggioranza, perché ritengo che ci siano pareri più autorevoli del mio. Però, rivolgendosi a quei miei coetanei che sono saliti sul palco con me, offrendosi alla città come portatori di uno stile nuovo, ritengo che non stiano dando prova di un qualcosa di innovativo rispetto alle amministrazioni passate.

Come mai, secondo lei?

Il peso dei partiti è incisivo. Col sistema maggioritario abbiamo governi più solidi e più duraturi, però abbiamo un confronto meno esteso. Automaticamente anche il potere decisionale può essere ristretto a poche persone, più di quanto non fosse ai tempi della Prima Repubblica dove il confronto tra partiti e nei partiti era magari più acceso, ma più produttivo.

E quali invece saranno le sue proposte?

Dobbiamo concentrarci su quegli strumenti che possono garantire all’esecutivo la partecipazione attiva e i principi di sussidiarietà. Ovvero si deve dare maggior perso e voce alle associazioni, le quali non amano molto labirinti della politica e vivono il loro impegno con dedizione, ma molto spesso vengono mortificati perché non hanno quella voce che meriterebbero. Dunque bisogna spingere sul regolamento delle consulte. Due anni mi sembra un tempo eccessivo.

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