Domenica 18 Novembre 2018
   
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DISCARICA MARTUCCI: SI RIPARTE DALL'APPALTO

aula-conversano
 

Durante il Consiglio Comunale di ieri, l'assessore all’Ambiente, Pasquale  Loiacono, ha dato lettura della sentenza emessa dal Consiglio di Stato, in data 8 giugno 2010, sul ricorso presentato dalla CO.LA.RI contro la CO.GE.AM per l'aggiudicazione dell'appalto.

Cerchiamo di ricostruire per sommi capi la vicenda. Tutto inizia dalla gara d'appalto per “l'affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico complesso, con recupero energetico, a servizio di bacino di utenza BA/5”. A tale gara partecipavano tre ATI (CO.LA.RI, CO.GE.AM e UNIECO) che s’impegnavano a presentare progetti atti a trasformare, nel tempo massimo di 15 anni, la discarica Lombardi in un impianto complesso (dotato, quindi, non solo di una discarica di servizio e soccorso, ma anche di biostabilizzatore e impianto CDR).

Quella gara veniva vinta dalla CO.LA.RI (consorzio laziale di rifiuti), in seguito all'esclusione della CO.GE.AM, la quale aveva inserito delle planimetrie inerenti la zona di Molfetta e non di Conversano; non aveva allegato opportuna dichiarazione ISO9000 e aveva ottenuto informazioni – attinte con regolare interrogazione del responsabile del progetto – non divulgate agli altri concorrenti.

Dopo la guerra delle “memorie” depositate di volta in volta dai legali dei tre Consorzi, il 22 giugno 2005 la sentenza del TAR-Puglia ribalta l'esito dell'appalto, escludendo la CO.LA.RI. Le ragioni sono analoghe a quelle per le quali si sanciva l'illegittimità dell'UNIECO: “Mancata produzione [...] della planimetria relativa all'area interessata da discarica che, seppur preesistente alla gara, era destinata a rientrare nel ciclo complessivo del servizio oggetto di gara, e della quale pertanto i concorrenti non potevano disinteressarsi, avendo al contrario l'onere di indicare in che modo sarebbe stata integrata, nella complessiva attività di trasporto e smaltimento dei rifiuti, con le strutture e gli impianti ancora da realizzare”.

Al contrario, per la CO.GE.AM - sempre all'interno della citata sentenza - si considerava che le planimetrie di Molfetta erano “un banale errore materiale” e che, del resto, le planimetrie di Conversano erano presenti all'interno della busta “B” (sarebbe quindi stata la Commissione a non “vederle”). Si palesava, dunque, un errore non inficiante la partecipazione, al massimo la Commissione d'appalto avrebbe dovuto procedere a richiesta d’integrazione dei documenti.

Da profani del diritto, ci permettiamo una piccola illazione. Sembrerebbe che – e il condizionale nelle ipotetiche del terzo tipo è fondamentale – se ti chiami CO.GE.AM (e, magari, sei composta per il 58% da Marcegaglia S.p.A.) puoi inserire delle planimetrie di una zona che nulla ha a che fare con Conversano, su cui ti danno anche il parere d’impatto ambientale, commettendo solo un “banale errore materiale”. Se ti chiami CO.LA.RI o UNIECO e dimentichi di allegare i rilievi della discarica preesistente, non hai giustificazioni.

Ovviamente la CO.LA.RI non resta a guardare e – ritorniamo all'inizio – ha rimesso tutti gli atti nelle mani del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza del TAR-Puglia, aprendo scenari inediti per il nostro Comune. 

Sulle soluzioni adottate, a breve vi proporremo l’esito del deliberato, approvato all’unanimità.

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