Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Alla scoperta dei talenti nostrani fuorisede. Francesco Messa

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Le nostre interviste agli atleti conversanesi “prestati all’estero” continuano con Francesco Messa, 20 anni, talento del tennistavolo . Dopo cinque campionati con il team Pugliavventura, dalla D2 alla C2, quest’anno muove la racchetta tra le fila dell’ASD Tennistavolo Pegasus Matera, squadra che milita nel campionato di C1.

paolo-messa.2jpgFrancesco, perché hai dovuto fare la scelta di andare via da Conversano?

"Io e gli altri due atleti della Pugliavventura (Claudio Motolese di Noicattaro e Gianluca Abbaticchio di Capurso) lo scorso anno avevamo vinto il campionato di C2. Avremmo dovuto disputare la C1 e avremmo potuto anche puntare a vincerla. A noi si sarebbe aggiunto un ragazzo di Molfetta, ma alla fine non è arrivato perché non si è riusciti a trovare la somma utile all’ingaggio di questo giocatore. Ed immagina che addirittura non si è riusciti a raggiungere gli stessi soldi investiti per il campionato precedente".

Insomma, il problema era economico oppure organizzativo?

"È stata più che altro una questione di disorganizzazione. A venti giorni dalla scadenza per l’iscrizione al campionato non si era ancora fatto niente. Nel frattempo Motolese e Abbaticchio erano stati contattati dalla squadra di Matera. Ho visto che loro se ne sono andati, ed io, sentendomi dire dal presidente “fai quello che vuoi”, ho capito che a Conversano si era manifestato un disinteresse nei confronti del ping pong. E li ho seguiti perché, anche se volevo restare qui, non ci tenevo a fare un campionato a perdere".

Cosa altro ti ha fatto capire che qui non si sarebbe sviluppato un discorso più ampio?

"Per esempio dovevamo trovare una palestra e non l’abbiamo mai trovata. Oppure ti dico che qualche anno fa abbiamo avuto in regalo dalla Federazione sei tavoli regolamentari che non abbiamo mai sfruttato. Anzi, sono stati portati a Casamassima dove sono serviti per mettere su un movimento che coinvolge moltissimi ragazzi. Una cosa così grande che ha persino avuto una palestra dal Comune".

Pensi che tutto questo dipenda da una mentalità propria dello sport conversanese?

"Non credo che sia questione di mentalità. È questione di passione nel portare avanti un progetto. Anche se senza guadagno economico. Il presidente dice che non gli interessa nulla del tennistavolo, e lo capisco. È difficile quando si è solo in cinque a praticare uno sport. Secondo me, essendo una polisportiva, il presidente si interessa a cose con più ritorno di immagine, e quindi per noi diventa un po' più difficile essere presi in considerazione. Ripeto, io lo capisco il presidente, ma non può essere così sfacciato da dire che non gli importa nulla".

Quali sono, dal tuo punto di vista, i malanni dello sport nostrano?

"Secondo me a Conversano già è sbagliata la gestione del palazzetto perchè regna la pallamano. E li ci sono persone "brutte". E ti parlo di episodi avvenuti quando io ero un ragazzino e venivo aggredito verbalmente perché in estate, con il palazzetto vuoto ed inutilizzato, mi andavo ad allenare. Ma dico, che fastidio davamo con il palazzetto completamente spento? Non te lo dico per vittimismo, ma per farti capire quanto sia sbagliata la gestione che a parer mio è senza logica. Io sono felice che la pallamano sia uno sport molto praticato e che riesce a coinvolgere tanti ragazzi, però diamo la possibilità di crescere anche alle altre discipline. Oppure non si riesce ad organizzarsi. Per esempio avevamo progettato di fare un corso di ping pong nelle scuole. Ma non si e fatto nulla. A Taranto, invece, hanno fatto un progetto del genere ed ora molti bambini giocano al tennistavolo. Poi permettimi di lanciare una frecciatina all’amministrazione comunale che dopo i campionati assoluti del 2009, che si sono svolti a Conversano, ha promesso di esserci vicina, ma io non ho visto nulla di tutto ciò".

Qual è la soluzione al malessere di questo sport a Conversano?

"Un po' di soldini ci vogliono. E poi ci vorrebbe un minimo di progettazione. Perché se non ti poni degli obiettivi seri ti conviene non fare niente. E poi ci vuole un posto adeguato per praticarlo. Anche con degli orari propri".

Lancia un messaggio allo sport conversanese.

"Vorrei tornare a Conversano. Ma per praticare seriamente questo sport".

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