Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Claudio Balesini, Kids Club e "metodo Milan"

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Claudio Balesini, ex calciatore di Torino, Empoli, Novara, con un passato nelle giovanili del Milan. Oggi é supervisore del settore giovanile del Milan ed é inoltre protagonista del progetto "scuola calcio Milan" che vede coinvolte moltissime società calcistiche italiane che vogliono valorizzare il loro settore giovanile attraverso il metodo Milan.

Da oramai 7 mesi Claudio Balesini segue con passione il Kids Club, compagine calcistica della polisportiva Eventi Sportivi. Il suoi compiti sono molteplici, aggiornamento delle competenze tecnico tattiche dello staff, nuove soluzioni per gli allenamenti e l'approccio alle partite e non per ultimo tenere d'occhio i veri protagonisti delle scuole calcio Milan, i giovani campioni. Lo sottoponiamo ad un'intervista per conoscere qualcosa di più rispetto al metodo Milan e sapere cosa pensa del mondo del calcio.

 

 

Da calciatore a supervisore del settore giovanile. E' così difficile uscire dal mondo del calcio una volta entrati?

"E' difficile senza dubbio. Il bello è vivere due situazioni diverse nello stesso "mondo". Da calciatore sei protagonista della tua storia, della tua carriera, mentre da allenatore aumentano le responsabilità ed ottieni un visione globale del mondo del calcio".

14 anni di carriera da calciatore, ha solcato campi di tutto rispetto come quelli del Torino, dell' Empoli, del Novara. Come giudica il mondo del calcio?

"Oggi nel calcio vige in particolar modo l'aspetto superficiale. Gli scandali, la corruzione sono all'ordine del giorno purtroppo. Non c'è più il calcio fatto di passione e sana competizione, che è quello che io ho vissuto".

E' stato parecchi anni all'estero come supervisore delle scuole calcio Milan, in Africa anche. Il calcio ad oggi non ha limiti continentali ed è un vero e proprio collante sociale. Può quindi essere d'aiuto in zone come quelle africane?

"Il calcio al giorno d'oggi deve essere impegnato nel sociale. Oltre che all'aspetto marketing e scouting, che hanno importanza nel progetto "scuola calcio Milan", essere impegnati nel sociale è una nosta prerogativa. Siamo in tutti i continenti, Africa, Asia, Sud America, cercando di dare una speranza a tutti quei bambini che hanno ancora il sogno di migliorare la propria vita, ed il calcio può e deve aiutarli in questo".

Da settembre il "Kids Club" è parte del progetto "Scuola Calcio Milan". In cosa il metodo Milan ha migliorato lo staff tecnico, la gestione degli allenamenti ed il modo di affrontare le partite del "Kids Club"?

"La metodologia Milan è frutto di un lavoro lungo 5-6 anni. Gli ambiti che il metodo Milan va a "toccare" sono quelli globali della preparazione atletica unita alla tattica e alla tecnica individuale".

Ad oggi come giudica la crescita del settore calcistico della polisportiva "Eventi Sportivi"?

"Di Conversano sono molto contento. Lo staff tecnico è composto da ragazzi molto preparati, hanno voglia di imparare e attraverso il portale messo a disposizione delle scuole calcio Milan hanno modo di attingere a schemi che riguardano gli aspetti tecnico tattici che non possono che migliorare il loro bagaglio. Per quanto riguarda i ragazzi che scendono in campo preferisco non fare nomi, il nostro fine è quello di portare tutti quanti ad un livello medio buono. Senza dubbio ci sono ottimi elementi qui a Conversano, infatti qualcuno di questi verrà a Milano per essere visionato con più attenzione".

Il fine della scuola calcio Milan è quindi quello di trovare i Nesta, i Pato, i Boateng del futuro?

"Sarebbe ottimo senza dubbio per la prima squadra del Milan, oltre che un gran vanto per Conversano e coloro che mettono impegno in questo progetto".

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