Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Fruttattiva C5, tanti promossi e tre bocciati per mister Del re

fruttattiva calcio

L’appuntamento con le pagelle della Fruttattiva C5 ha questa settimana un “professore” d’eccezione. Si tratta di mister Matteo Del Re, ovvero colui che meglio di chiunque altro conosce pregi e difetti di una squadra che, nonostante la classifica, non ha mai fatto mancare la propria voglia di combattere.

Di Vagno, voto 6: Inizia bene, poi è un po’ incerto sui primi due gol.

Domestico, voto 8: Ha praticamente annullato Manfroi

Rotondo, voto 7.5: Da solo, e dico da solo, ha fatto ballare la samba ai vari sud americani strapagati del Martina.

Berardi, voto 6.5: Bene sino all’infortunio che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca.

Genco, voto 8+: Sempre generoso, autore di un bel gol e sfortunatissimo sul quel palo che avrebbe meritato migliore sorte. Un grosso in bocca al lupo per un pronto ritorno in campo

Lomele, Di Chito, Palumbo e Aiuto, voto 7: giudizio di incoraggiamento a tutti gli under dei quali sabato eravamo pieni zeppi.

Fin qui le pagelle dei giocatori, ma mancano i voti per la terna arbitrale, e qui iniziano le note dolenti, e per il mister, dunque per se stesso. Giudizi che si intrecciano e che sono uno conseguenza dell’altro. Ai direttori di gara, infatti, Del Re attribuisce un bel 2 in pagella con la seguente motivazione: “Come spesso è accaduto quest'anno – spiega – sono andati contro la Fruttattiva, ma specialmente sabato scorso, il Martina non aveva bisogno di un arbitraggio favorevole per vincere la partita vista la propria forza. Un rigore non concesso a Rotondo sul punteggio di 1-0 per noi, un timeout chiamato in netto ritardo dal terzo uomo che ci è costato la rete del 2-1 tra l'altro realizzato dopo un fallo su Genco non segnalato. Questi, però, sono solo alcuni dei torti che quest'anno ha subito l’Aiace che, oltre alle varie vicissitudini, ha dovuto far fronte anche a decisioni arbitrali quasi sempre avverse nei nostri confronti”.

Un atteggiamento difficile da accettare per qualunque allenatore, ecco perché Del Re si autoassegna il massimo dei voti: “Tecnicamente – prosegue il giovane tecnico – non saprei che voto attribuirmi, ma per la calma e la pazienza direi 10, perché sabato se non avessi avuto queste due qualità di sicuro non avrei terminato la partita e chissà cos'altro sarebbe potuto accadere perché non è possibile che ogni volta che ci si rivolge alla terna arbitrale per spiegazioni legittime ed esposte in maniera educata, e chi mi conosce lo sa, bisogna sentirsi dire ‘si allontani, si accomodi, stia zitto o scattano ammonizioni senza motivo’. Non abbiamo armi per difenderci se non la denuncia verbale e pubblica di certi comportamenti che altrimenti passerebbero sempre impuniti. Questo è l’unico mezzo per poter lanciare un messaggio forte e chiaro verso chi dirige questo sport, mirato a migliorare la classe arbitrale spesso insufficiente, impreparata, prevenuta e di parte”.

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