Sabato 18 Agosto 2018
   
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SCUDETTO '44, CONVERSANO SPERA

articolo6conversano Alla fine, l’istruttoria è arrivata a giacere sui tavoli della FIGC e su tutti i più grandi giornali italiani. L’U.S. Conversano e i conversanesi, dopo anni di lotte, vedono finalmente riconosciuta la legittima richiesta a fregiarsi di quello che fu lo “scudetto dell’Italia libera”, conquistato nel 1944 a spese del Rutigliano in una agguerritissima finale che i pochi superstiti ricordano ancora con immutata commozione.

La Federcalcio ha nominato ieri pomeriggio la commissione speciale che si occuperà di seguire il caso ed, eventualmente, di decretare l’assegnazione dell’emblema, uno scudetto stilizzato da apporre sulle maglie della squadra conversanese ritenuta l’erede di quella U.S. Conversano che nel 1944 era composta, fra i tanti, da Nardino Costagliola, poi portiere della Fiorentina e della nazionale azzurra.

L’organismo sarà presieduto dal segretario della FIGC, Antonio Di Sebastiano. Assieme a lui ci saranno il presidente della “Fondazione museo del calcio”, Mario Valitutti, gli avvocati Alfredo Mensiteri, Cesare Persichelli e Gianfranco Tobia e il giornalista Mario Pennacchia. A loro il compito di analizzare se il caso Conversano possa essere omologato a quello dei Vigili del Fuoco de La Spezia, che nello stesso anno trionfarono nell’omologo torneo dell’Alta Italia e che hanno visto ufficialmente accreditata la loro impresa calcistica.

Come dicevamo, la notizia della nomina di una commissione d’inchiesta ha fatto rimbalzare la questione su tutti i giornali regionali, con riferimenti anche sui quotidiani nazionali. Lo spazio più ampio è stato dedicato dal Corriere del Mezzogiorno, che questa mattina ha raccontato un po’ tutta la storia con quasi una pagina intera. “Le trasferte si facevano a cavallo – ha ricordato poeticamente Giacinto Iacovazzo nella intervista a Nicola Signorile – io guardavo le partite da dietro la porta di Costagliola e ricordo tutto come se fosse accaduto ieri”.

Molto contenti anche i rappresentanti istituzionali, in testa il sindaco Lovascio e l’assessore Pasqualino Sibilia: “Il dossier è convincente, non vogliamo togliere niente a nessuno. Ma Conversano ha il diritto di gioire per un risultato agonistico frutto di sacrificio e che fa parte della nostra storia”. “Meritiamo lo stesso trattamento – fa eco Iacovazzo – abbiamo già avuto il riconoscimento del titolo vinto dalla federazione e dal Coni dell’epoca, guidato da Giosuè Poli”.

Di certo, anche grazie alla nostra parlamentare, Elvira Savino (sua la lettera che ha investito della questione l’attuale presidente della FIGC, Giancarlo Abete), e alla fattiva collaborazione del consigliere Nico Mottola, sono stati fatti grandi passi avanti: sembrava soltanto un’utopia di pochi, adesso potrebbe essere la volta buona per restituire a Conversano ciò che merita.

In caso di esito positivo, omologando di fatto il titolo del ’44 ad uno scudetto, Conversano diventerebbe la città più a sud d’Italia ad aver mai trionfato in un massimo campionato italiano di calcio, nonché uno dei pochi, se non proprio l’unico comune non capoluogo di provincia in tutto il Paese ad aver ottenuto scudetti in più di una disciplina sportiva.

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