Sabato 17 Novembre 2018
   
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TRILLINI: "CONVERSANO COMPETITIVO"

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Tra circa un mese, la pallamano italiano si risveglierà dal letargo estivo per preparasi ad un campionato fitto di partite ed eventi.
Il colpo di mercato più eclatante è sicuramente quello del Conversano, che ha ingaggiato come allenatore il mister dei mister, ovvero Riccardo Trillini, e con molto entusiasmo lo abbiamo contattato per conoscere i suoi propositi per questo campionato alle porte.

Mister Trillini, dopo aver trascorso qualche anno a Teramo, cosa l’ha convinta, in questa stagione, a venire ad allenare il conversano?

“Non ci vuole molto per convincersi. Conversano è una delle mete più ambite nel panorama italiano. Ho accettato subito la proposta.”

Il mercato è iniziato già da un po’. Crede che attualmente la sua rosa sia da completare o le manca ancora qualche giocatore di spicco?

“La rosa è completa. Abbiamo fatto molti cambi, abbiamo ristrutturato la squadra. Ora dobbiamo costruire l’affiatamento tra me e i giocatori.”

Da dove è ripartito per riformare il Conversano vincente, non solo in campionato ma anche per la corsa scudetto?

“Nello scorso campionato, si è visto un bellissimo Conversano, che però si è andato sgretolando verso la fine. Hanno vinto tutto ma alla fine è successo qualcosa che non posso valutare. È mancato quel qualcosa che il Casarano, invece, ha dimostrato di avere. Siamo partiti proprio da questo, cercare di capire quello che è mancato per riuscire a colmare il vuoto.”

Ci sono dei modelli a cui si è ispirato?

“Mi sono ispirato ad una pallamano dinamica, che non giocasse su poche azioni, ma che sfruttasse la velocità e la ricerca delle conclusioni. Questo è un modello molto usato in altri campionati, come quello tedesco. Cercheremo quindi di giocare con la mentalità europea basata proprio su molte conclusioni e velocità di gioco.”

Conta più l’ordine o la fantasia nella preparazione della squadra?

“Sicuramente, in questo sport come anche in altri, quali il calcio e il basket, avere ordine presuppone una preparazione completa sia in attacco che in difesa. L’allenatore garantisce l’ordine nella squadra anche per poter compattare gli stessi componenti. Determinante è, però, la fantasia del singolo, che trova spazio durante il gioco e trascina la squadra.”

È importante che nel gruppo i giocatori individuino una persona, non per forza un leader, quale punto di riferimento?

“Un leader in una squadra serve a tenerla compatta, e di solito è sempre il giocatore più anziano ad esserlo, che tiene i contatti con ogni membro e cerca anche l’integrazione dei nuovi. L’allenatore potrebbe essere un leader, ma solo perché col suo carisma e la sua esperienza, gestisce la squadra nella preparazione e durante la stagione, dando la sua impronta al gioco.”

Qual è il suo rapporto con gli allenatori del settore giovanile?

“Il rapporto con gli allenatori degli settori giovanili è sempre da costruire. Si cerca sempre di pianificare, in modo da poter integrare la rosa all’occorrenza. Nel mio caso cerco si osservare e valutare il loro modo di lavorare, cerco di dargli consigli e organizzare con loro, il lavoro dei più giovani.”

Fonte: Pallamanoitalia.it

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